| | PESACH 2011/5771PRODOTTI ACQUISTABILI, PRIMA DI PESACH, SENZA NECESSITA’ DI CERTIFICAZIONI SPECIFICHE L’intento di questa lista,basata su fonti ufficiali che vengono citate esplicitamente,è semplicemente quello di rendere la vita più facile e,si spera,meno onerosa,al consumatore kasher. Per ogni dubbio rivolgersi ovviamente al Rabbino competente per territorio o,se non disponibile,all’Assemblea Rabbinica Italiana presso l’UCEI. Pesach kasher ve sameach 
| Guida alle regole: Kitniot, legumi e affini Il chametz deriva soltanto dalla lievitazione di cinque specie di cereali (: grano, orzo, avena, spelta, segale). e quindi solo questi dovrebbero essere proibiti. Alcune tradizioni hanno però esteso il divieto ad altre specie vegetali, che vengono indicate con il nome di Kitniòt. Letteralmente il termine indica i legumi, ma comprende anche altri vegetali. Quindi non solo legumi in senso stretto (come fagioli, ceci, lenticchie, piselli ecc.), ma anche riso, mais, soia, mostarda. In tutti questi non esiste lievitazione, chimutz, ma solo decomposizione proteica, sirchon. Sono stati tuttavia proibiti per analogia e somiglianza alle modalità di uso dei cereali: estrazione di farine, impasti, modi di cottura. Un’altra possibile ragione del divieto è la possibilità di trovare in mezzo a questi alimenti dei chicchi o frammenti di cereali. Praticamente il divieto si è diffuso nel mondo Ashkenazita dal medioevo in avanti, ma non ha coinvolto, se non parzialmente, i Sefarditi e gli Italiani. Anche chi permette le specie considerate kitniot deve controllarle in anticipo, verificando che nelle confezioni non siano dispersi residui di cereali. Alcune ditte produttrici di riso vengono controllate e sono più sicure in questo senso, in quanto garantiscono che nell’impianto industriale si lavora solo riso e non cereali. Nelle guide pratiche a cui si rimanda in questa pagina (come in quella di rav Somekh per Torino) vi sono nomi consigliati e sconsigliati. Un criterio di buona affidabilità è la garanzia (che viene data per proteggere i pazienti celiaci) dell’assenza di glutine, in quanto il glutine è sinonimo di cereale. Chi consente i legumi di solito non acquista quelli già cotti (come fagioli in scatola). Vi sono molti prodotti industriali che derivano dai Kitniòt, come la lecitina, dalla soia, e viene usata ad esempio nella cioccolata, e gli zuccheri derivati dal mais, come il sorbitolo, il destrosio, il glucosio. Altri prodotti sono l’anice, l’acido ascorbico e l’ascorbato di calcio, l’aspartame, l’olio di canola, l’acido citrico (che può essere direttametne derivato da chametz), il coriandolo, il cumino, il miglio, le arachidi, i semi di papavero, di sesamo, di girasole, il Tofu. Un campo particolare è quello delle medicine, dove si può essere, per questo aspetto, più facilitanti; il divieto di kitniot non si applica alle persone malate. Il divieto crea non pochi problemi nella convivialità tra ebrei di differenti tradizioni. Di solito a Pesach, anche per questi motivi, le normali regole di ospitalità in cui si onorano gli ospiti con cibi sono in qualche modo sospese e limitate per creare imbarazzi. Il livello dei rigori è tale, e vissuto con tale soggettività, che ciascuno è tenuto a rispettare le scelte personali di chi non accetta cibi fatti secondo i criteri che si è imposto. | | DAL SITO WWW.MOKED.IT10 Adar 2° 5771 – 16/03/11 Il Consiglio dell’A.R.I., anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate in merito da Rav Luciano Caro, rabbino capo della Comunità ebraica di Ferrara, competente per territorio, che ha revocato la sua hashgachah, comunica che per il corrente anno i prodotti della Ditta Rustichelli di Faenza non sono riconosciuti Kasher Le-Pesach. Rav Elia Richetti – Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia | Che cosa è il chametz Il chametz in senso stretto si produce solo da cinque specie di cereali: grano, orzo, avena, spelta, segale. Per chametz si intende sia il lievito che la sostanza lievitata. La tradizione antichissima ha delle corrispondenze precise dal punto di vista scientifico. La lievitazione è il processo biochimico in cui gli zuccheri (polisaccaridi, catene di molecole di glucosio) contenuti in questi cereali vengono demoliti fino a diventare semplici molecole di glucosio, mentre si libera un gas, l’anidride carbonica. Il processo avviene per l’azione di enzimi contenuti nei cereali, che si attivano appena la farina entra in contatto con l’acqua. Il gas liberato si accumula progressivamente e gonfia l’impasto. Anche se il processo di lievitazione comincia subito, appena c’è il contatto con l’acqua, ci vuole del tempo perché diventi riconoscibile a occhio nudo e l’impasto sia quindi considerato chametz; per la tradizione devono passare 18 minuti da quando si è fermato il processo di impasto. Se entro questo limite l’impasto è messo in forno, il processo si arresta, l’acqua evapora e l’enzima viene disattivato dal calore già a 80°. Alimenti come riso e mais non contengono l’enzima (B-amilasi) che attiva il processo nei 5 cereali; nel mais e in altri vegetali si attiva un processo di decomposizione delle proteine che è diverso dalla lievitazione; viene chiamato tecnicamente dalla tradizione sirchon, per l’odore non gradevole che si produce. Nei processi antichi e moderni di panificazione il processo di lievitazione viene promosso usando il lievito naturale, che deriva dalla pasta fresca, e il lievito artificiale che deriva da colture batteriche; entrambi hanno lo stato halakhico di chametz, più precisamente di seòr. Questi lieviti non vanno però confusi con il lievito minerale fatto di sostanze chimiche che reagendo tra loro producono un gas che gonfia l’impasto. Per quanto la cosa possa stupire in apparenza (ma non più di tanto se si capisce la logica del processo) i lieviti minerali, se controllati nella loro composizione, sono permessi dato che agiscono in modo diverso dal processo biologico del chametz. | | Le indicazioni che seguono,lasciate in lingua originale ,sono tratte dalla lista diffusa dal Consistoire de Paris, l’Autorità Rabbinica principale di Francia per Pesach 2011/5771. Chi avesse dubbi di traduzione si faccia assistere da qualcuno esperto. La selezione è basata sulla scelta di indicazioni di prodotti reperibili in Italia,non necessariamente ovunque ma probabilmente nei centri commerciali indicati ove presenti. | BICARBONATE DE SOUDE(La levure chimique et le bicarbonate d’ammonium sont interdits) CACAO Cacao pur non sucré VAN HOUTEN CAFÉ Café et café décaféiné, en grains ou moulu LEGAL (Le Goût), CAFÉ des CHEFS; LA MAISON du CAFÉ; LAVAZZA ; GRAND MÈRE; JACQUES VABRE; CARTE NOIRE ainsi que DIA* (chez Ed) : *contrôler pour cette marque le N°EMB 42005. ILLY (Espresso ou Moka) : En Boîtes ou Dosettes. LAVAZZA : Capsules plastiques de Pur Café de gammes BLUE et ESPRESSO POINT. NESPRESSO : Capsules de Pur Café non aromatisé des gammes Espresso, Lungo, Pure Origine ou Decaffeinato et - pour les collectivités – capsules plastiques de la gamme Business Coffee Solutions. Café soluble et Café soluble décaféiné CARTE NOIRE Instinct ou MAXWELL HOUSE : toutes spécialités “ Pur Café ” fabriquées uniquement en Allemagne et identifiables par les codes commençant par O7°°°°°°° imprimé sous les flacons au dessous de la date limite d’utilisation - Sticks sachets individuels pur café soluble : autorisés sans distinction de code. NESCAFÉ : toutes spécialités ”Pur Café” fabriquées en France – identifiables par le code ° °°° 0814°° imprimé sur l’étiquette des flacons au dessous de la date limite d’utilisation - Sticks dosettes individuelles pur café soluble : autorisés sans distinction de code EAUX MINÉRALES Eaux minérales naturelles et eaux de sources Non aromatisées EAUX MINÉRALES GAZEUSES BADOIT non aromatisée (bouteilles verte et rouge) - PERRIER, uniquement : nature, non aromatisée – SALVETAT non aromatisée. FRUITS Frais - Surgelés Entiers ou morceaux (mais non en purées), sans sirop et sans additifs : de préférence n’utiliser que des fruits rouges (fraises, etc.) et non des fruits de couleurs claires (melons, etc. pouvant être traités aux antioxydants douteux pour Pessah). FRUITS SECS Triés et nettoyés avant Pessah (Certaines communautés, principalement ashkénazes, s’abstiennent durant Pessah de fruits secs décortiqués)Uniquement : Abricots entiers importés de Turquie, en emballages d’origine - barquettes ou cartons portant nom/adresse en Turquie Secs et plats (sans glucose dans la composition et ne portant pas la mention ”moelleux”) Amandes, (k) arachides, (k) graines de tournesol, noisettes, noix, pignons et pistaches Crus non salés (k) Arachides Grillées, uniquement en coques MAÎTRE PRUNILLE (au rayon “fruits’’ ou ‘’aides culinaires”), également aux marques : CARREFOUR, CASINO, CORA, LEADER PRICE, MATCH, U (Magasins U) - contrôler le N° EMB uniquement 13117 E ou 47049B. Dattes En branches, uniquement - non glucosées. Figues entières importées de Turquie, en emballages - barquettes ou cartons – portant nom/adresse en Turquie : Sèches et plates, non glucosées et non farinées (non poudrées, non brillantes et ne portant pas la mention ”moelleuses”). Noix de coco En cubes ou en lamelles, mais non en poudre. Pruneaux d’Agen (avec ou sans conservateurs) non aromatisés MAÎTRE PRUNILLE ou DOMINO (au rayon “fruits’’ ou ‘’aides culinaires”), également aux marques : AUCHAN, CARREFOUR, CORA, MATCH, PAQUITO (Intermarché) : contrôler le N° EMB uniquement 47049B. PRUNIDOR - BELLE FRANCE (G20) et REFLETS de France (chez Carrefour) : contrôler la mention ’’Fabriqué par Prunidor ’’ sur l’emballage. *Raisins secs Golden non moelleux (contrôler l’origine spécifique “Afrique du Sud” dans la composition) En sachets ou barquettes de 250 ou 500g : MAÎTRE PRUNILLE ou DOMINO ; également aux marques : CORA, DESTINATIONS SAVEUR (Carrefour), ÉLODIE ou NETTO(Intermarché), MATCH et U- contrôler le N° EMB 13117 E ou 47049B. L’huile d’enrobageest de l’huile de palme certifiée kachère. Raisins secs d’Afrique du Sud vendus en vrac cartons (ou sachets) Vérifier sur le carton (ou le sachet) la mention d’origine : S.A.D. WELLINGTON ou FRUITS DU SUD (South Africa). L’huile d’enrobage est de l’huile de palme certifiée kachère. *Raisins Malaga D’Australie (toutes marques) *Raisins Sultanine naturels (sans huile et sans soufre) CARREFOUR : contrôler le N° EMB 13117 E ou 47049B. * Par précaution, il est conseillé d’acheter et rincer les raisins secs, sous jet d’eau froide, avant l’entrée de Pessah, pour éliminer toute trace de blé et corps étranger. LÉGUMES Conserves de Maïs, Haricots Verts (k) BONDUELLE : Maïs en Grains sous vide en boîtes de 150g ou 1870g et Haricots Verts Extra-fins Rangés, en boîtes de 400g ou 800g – portant comme code d’usine L °°°° 007 °° heure : minute… imprimé au fond de la boîte après la date limite. Exemple : L 0 251 007 °° heure:minute… (k) GEANT VERT uniquement Maïs doux (sans adjonction de poivrons) RIZ (K)/RISO – SI RICORDA CHE GLI ASHKENAZIM NON USANO RISO (K=KITNIOT) Pour les Séfaradim qui ont la coutume de consommer du riz à Pessah, l’usage recommande de trier 3 fois le riz avant Pessah pour éliminer les brisures ou grains étrangers. Riz nature Toutes marques : rond et long non étuvé. Riz Long Grain étuvé sans aromates UNCLE BEN’S Riz aromatique naturel sans arôme UNCLE BEN’S : Basmati, Thai. Remarque : les riz Uncle Ben’s, bénéficiant d’une élimination des grains étrangers, par tri optique, rendent moins nécessaire le tri manuel avant Pessah. SEL Toutes marques : sel fin ou gros (mais pas les substituts de sel interdits). SUBSTITUTS DU SUCRE vendus en pharmacie Comprimés : SUN SUC ou SKUN SUC uniquement. Flacons de 200ml : POUSS’SUC ou HERMESETAS liquide (à l’exception d’autres présentations : poudre ou comprimés - interdites) SUCRE (à l’exclusion du sucre de canne) Cristallisé, en poudre, sucre blanc en morceaux (mais pas le sucre roux ni le sucre glace interdit) : Toutes marques. Pour les sucres en morceaux, préférer les marques SAINT LOUIS et ERSTEIN. THÉ Thé en sachets nature, non aromatisé, uniquement LIPTON : Yellow Thé ou Thé vert vierge en feuilles nature, non aromatisé Toutes marques, mais de préférence d’origine “des Indes” ou “de Ceylan”. | Pesach 2011 – Regole e dettagliRav Riccardo Shmuel Di Segni, rabbino capo di Roma  Pesach è fatto da una grande storia principale e da tantissime regole da rispettare. Ogni regola è un mondo, pieno di dettagli, ciascuno con i suoi significati. Vale la pena soffermarsi su ognuna di queste regole e andare un po’ in profondità. In queste pagine si parla del maror. Perché il maror? Il maror, “erba amara”, è uno degli elementi essenziali nella celebrazione del Seder, la cena pasquale. L’origine di questa presenza e nel comando biblico rivolto a Moshè, da trasmettere a tutti gli ebrei egiziani: la notte del 15 di Nisan tutti dovranno riunirsi in casa per consumare un pasto in cui l’alimento essenziale è il pesach (pesach Mitzraim), l’agnello scannato poco prima e con il cui sangue sono stati dipinti gli stipiti e l’architrave delle porte. L’agnello arrostito dovrà essere mangiato insieme a pane azzimo e merorim, letteralmente “cose amare” (Shemot 12:8). Una volta istituito il rito di pesach per le generazioni future (pesach dorot) questo dovrà parimenti essere mangiato insieme ad azzime e merorim (Bamidbar 9:11). L’uso dei merorim origina quindi da una prescrizione della Torah; ma il sacrificio pasquale non e più possibile da quando e stato distrutto il Tempio. Da allora il consumo di merorim nella cena pasquale rimane obbligatorio, ma come norma rabbinica; prima di mangiarli, in un momento preciso della cerimonia, si reciterà la benedizione ‘al akhilat maror, “di mangiare il maror”. Il motivo di questo uso traspare dal racconto della Torah ed è confermato dall’interpretazione rabbinica che leggiamo a chiare lettere nella haggadà: “Questo maror che mangiamo, perché? Perché gli egiziani amareggiarono (waimarereru) la vita dei nostri padri (Shemot.1:14), imponendo loro duri lavori…” La spiegazione rabbinica coglie l’allusione del testo della Torah, dove il merorim di Shemot 12:8 riprende il waimareru di Shemot 1:14.. Le erbe amare ricordano l’amara vita in Egitto. A questa spiegazione basilare se ne possono aggiungere altre. Ad esempio Rabbi Zadoq haKohen trova delle allusioni più antiche, nel racconto della colpa di Adamo (che fu formalmente una trasgressione di un divieto alimentare: “non mangiare quell’albero…” Bereshit 2:16) e nella conseguente punizione, anch’essa espressa in termini di alimentazione. Cacciato dall’Eden Adamo fu condannato a mangiare non più da ogni frutto del giardino, ma la verdura dei campi, come gli animali (Bereshit 3:19); il pane l’avrebbe mangiato solo con il sudore della fronte (v.19); la carne sarebbe stata permessa solo dieci generazioni dopo, in seguito al diluvio (cap. 9). Secondo Rabbi Zadoq gli alimenti del Seder sono anche un ricordo di questa situazione e una riparazione del danno primordiale; c’è la carne insieme a un pane speciale che è segno di libertà e c’è l’erba che si mangia con una benedizione che significa la fine delle amarezze. Che cosa e il maror? Il problema che si pone la tradizione e quello di identificare cosa si intenda per merorim. Le domande sono varie e le risposte precise, come spiega una pagina di Talmud Babilonese (Pesachim 39a): - Va bene una qualsiasi cosa amara? No, deve essere vegetale, come l’azzima è vegetale. - Tra i vegetali possono andare bene anche gli alberi? No, devono essere piante annuali o al massimo biennali, come i cereali con cui si fanno le azzime. - Deve essere utilizzata una sola specie (come ad esempio avviene per i quattro vegetali di Sukkot, ognuno dei quali corrisponde a una pianta specifica)? No, possono essere utilizzate più specie, come del resto indica l’espressione merorim, che e al plurale; anche qui vale il confronto con i cereali delle azzime, che sono cinque. Ed effettivamente la Mishnà indica cinque specie di erbe amare. - Che cosa si può utilizzare della pianta? Le foglie e le costole, ma non le radici. La tradizione ashkenazita spiega che le radici da non usare sono quelle lunghe e sottili, non gli eventuali tuberi. La parte utilizzabile deve essere cruda, eventualmente secca (le costole) ma non cotta in alcun modo. Quanto alle specie utilizzabili, qui si apre la questione più complessa. La Mishnà fa cinque nomi, la Ghemarà li spiega in traduzione aramaica e poi porta altre fonti che aggiungono alla lista anche le varianti di una stessa specie o i nomi di altre specie. Come regolarsi rispetto a queste liste? Qui le opinioni dei decisori divergono. Per alcuni si possono usare indifferentemente ognuna delle cinque specie della Mishnà. Per altri l’ordine della lista e importante e indica l’ordine di preferenza; alla seconda specie, e cosi di seguito, si fa ricorso solo se la prima, o la precedente, e irreperibile. Ma il primo problema e quello dell’identificazione delle specie oggi, come lo era già nei secoli passati. Solo la prima specie e identificata senza dubbi, per le altre esistono diverse proposte. Le spiegazioni da cui dipendiamo vengono in gran parte da autori medievali (Alfassi, Rashi, Rabbi Natan di Roma, autori di area ashkenazita). Questo fatto, unito alla difficoltà di reperimento di certe specie in climi diversi da quelli dell’area del Vicino Oriente, almeno all’inizio della primavera quando viene Pesach, ha creato delle tradizioni differenti. Ma vediamo i nomi e le proposte principali di spiegazioni, con i problemi che ne derivano. Chazeret: è identificata praticamente da tutti con la lattuga (lactuca sativa), nelle sue varietà (a cappuccio, romana, da taglio, a stelo); si tende a preferire la lattuga romana. Gli autori sefarditi del bacino mediterraneo talvolta la chiamano “salat”, come l’ingrediente principale della nostra insalata. Il problema della lattuga è che non è poi cosi amara, forse non lo è per niente. Qualcuno per questo pensa che la tradizione si è confusa o che anticamente la specie fosse più amara di quanto non lo sia oggi. Ma la domanda si poneva già ai tempi del Talmud, quando c’erano dei Maestri che volevano adempiere letteralmente al precetto dell’erba amara, e cercavano qualcosa di veramente amaro al posto della lattuga; a loro si rispondeva in due modi: il termine comune per indicare la lattuga (in aramaico, oggi in ebraico) e chasa, che ha una radice in comune con chus, essere misericordiosi; nel senso che il Signore ha avuto misericordia di noi e non ci ha imposto un’ulteriore sofferenza la sera del Seder dandoci da mangiare cose cattive. L’altra spiegazione è che con la lattuga succede quello che successe con la schiavitù in Egitto, “prima morbida e alla fine dura”; riferito alla lattuga significa che durante la crescita la pianta si indurisce e/o diventa amara. Il termine lattuga e collegabile al liquido lattescente che esce quando si incide il tronco; la presenza di questo liquido e considerata come criterio di riferimento per considerare una specie adatta all’uso come maror. Ma non tutte le specie poi elencate rispondono a questa caratteristica. Sulla lattuga si può aggiungere un altro dato interessante, che non si trova nei libri di halakhà. Nell’antichità greca e romana alla lattuga, diffusissima, si attribuivano effetti sedativi, in particolari antiafrodisiaci. Tuttora nella medicina popolare o domestica si pensa alla lattuga come sedativo. Ma in tempi più antichi, proprio in Egitto, alla lattuga venivano attribuiti effetti opposti, ed era l’erba che veniva offerta a Min, il dio della fertilità. Dal punto di vista farmacologico c’è chi spiega la contraddizione dicendo che a piccole dosi l’effetto è sedativo, ma aumentando la dose prevalgono gli alcaloidi eccitanti; e si ricordi che la quantità di maror da consumare non e piccola (kezait, 28 g). Dal punto di vista storico l’antico uso egiziano potrebbe dimostrare l’antichità della scelta della lattuga come erba amara e dare un senso in più all’istituzione del pesach Mitzraim che in tutte le sue parti e una critica alla cultura e alla religione egiziana: mangiare agnello era per gli egiziani uno sfregio, le azzime rappresentano un rifiuto dell’invenzione egiziana del pane lievitato, e in aggiunta a questo la lattuga, che viene sottratta all’uso pagano e inserita in un rito differente. ‘Olshin: secondo la Ghemarà e Indivi; Indivi, da cui indivia, è un termine di origine orientale che e stato poi adottato nelle lingue europee per indicare diverse verdure; l’identificazione prevalente e con la cicoria (Cichorium Intybus); secondo Rashi e il “crispigno”, quindi e il sonco (sonchus); secondo il romano Beniamin Anav, citato dal fratello Zidqia autore del Shibbole haLeqet, e l’indivia scarola (Cichorium Endivia). Tamkha: è la specie sulla cui identificazione c’è la discussione più grande. Una nota erudita dice che il nome sarebbe la sigla di una frase della tefillà: tamid mesaprim kevod e-l (“raccontano sempre la gloria divina”, che a parte la prima parola riprende l’espressione del Salmo 19:2). Sul piano botanico: secondo il Talmud Yerushalmi e il greco gingidion, che potrebbe identificarsi con pastinaca, pimpinella ecc.; secondo Rashi e il marrubio (Marrubium vulgare); secondo Maimonide e l’indivia (quella che per Beniamin Anav erano gli ‘Olshin); secondo rabbi Natan di Roma, l’autore del dizionario ‘Arukh, e il cardo, secondo Alfassi, il loglio (lolium temulentum altrimenti detto zizzania); secondo la tradizione ashkenazita il meeretich, più noto con il nome slavo cren, o chrein, horseradish in inglese, che in italiano e la barbaforte (armoracia latifolia, rusticana, cochlearia armoracoa). Una pianta analoga diffusa in Giappone e il Wasabi. Nel mondo ashkenazita e il maror più comune di cui si usa la radice; viene grattato poco prima del consumo per ridurne l’asprezza (in effetti è più aspro/piccante che amaro). L’uso del cren ha detrattori e difensori: Si obietta che non e amaro, si risponde che neppure la lattuga lo è. Si obietta che è più una spezia che una verdura e non se ne consumano le foglie; si risponde che il tubero e già parte della pianta. Si obietta ancora che è troppo forte e pericolosa, si risponde che la forza lo protegge dall’invasione di insetti proibiti che invece infestano la lattuga. Infine si dice che bisognerebbe preferire il primo nome della lista della Mishnà, ma si risponde che l’uso e antico e autorevole. Verosimilmente la preferenza nel mondo ashkenazita ha la sua motivazione nelle condizioni ambientali e climatiche, nella difficoltà di trovare lattuga o simili quando e ancora molto freddo. Charchavina: secondo la Ghemarà e una pianta che cresce intorno alla palma, che Rashi traduce in Vedela, forse la Calistegia; secondo Alfasi e Maimonide l’eringio (Eryngium); per i Gheonim il trifoglio. Maror: potrebbe essere un nome generico di qualsiasi erba amara da usare in assenza delle precedenti, o una pianta specifica. Per Rashi e Amirfoil (foglia amara?) – Porpriz, in francese moderno Pourpier, (Portulaca oleracea). Per Rabbi Natan e Maimonide la lattuga selvatica (Lactuca serriola). Nella tradizione yemenita il sonco (oleraceo). Una tradizione ashkenazita lo identifica con l’assenzio, che però è un albero. In pratica, secondo le tradizioni italiane e sefardite si deve usare la lattuga, facilmente reperibile, avendo cura che sia abbondante (non basta una assaggio) e accuratamente pulita (attenzione agli insetti!). Con la lattuga si fa la benedizione sul maror e il korekh (maror avvolto su azzima con charoset). Volendo si può usare un altro vegetale per la seconda funzione, in alternativa alla lattuga; potrà andar bene sia la cicoria che la scarola o l’indivia, fresche e ben lavate, su cui esistono tradizioni ben consolidate. Queste stesse verdure possono eventualmente sostituire la lattuga se non e reperibile. Gli ahkenazim prendono il cren e se c’è l’uso di due diversi maror ricorrono per il secondo alla lattuga romana. Il maror non va confuso con il karpas, che deve essere un vegetale differente (sedano o prezzemolo). Rav Riccardo Shmuel Di Segni, rabbino capo di Roma
| | DALLA LISTA DEL LONDON BET DIN,INVECE,SI RICAVA QUANTO SEGUE: Frozen Fish All frozen Kosher species of fish, whole or filleted, are permitted for Passover provided some skin is still attached and no other ingredients have been added. It is advisable to rinse the fish before use. Sweeteners Hermesetas P Liquid P Mini Cleaning Products All products are approved in the following categories: Bleach Dishwasher Detergents Disinfectants General Purpose Cleaner Oven Cleaners | | | COFFEE GROUND & WHOLE BEAN unflavored except decaffeinated Lavazza – Melitta OLIVE OIL (Extra Virgin Only) Bertolli / Bertolli Riserva / Carapelli / Cirio /Monini / Sasso e molti altri (semplicemente,in varie liste,si autorizzano comunque tutti gli extra vergine d’oliva) TEA - Instant NESTEA Regular Unflavored, Decaffeinated Unflavored TEA BAGS unflavored decaffeinated lipton TEA BAGS unflavored except decaffeinated Lipton WATER Acqua Panna Ferrarelle | | | Sempre dalla Orthodox Union,sito apposito dedicato a Pesach,si ricavano comunque queste indicazioni: Bottled Water All unflavored bottled water, seltzer and sparkling water is Kosher for Passover, even without any Kosher supervision. Extra Virgin Olive Oil All extra virgin olive oils are Kosher for Passover, even without any Kosher supervision. Milk Milk contains added vitamins that contain a slight chometz risk. Therefore it is best to purchase milk before Passover at which time chometz can be nullified (batel). Salt (la nota sulle “kitniyos” ,kitniot, riguarda gli Ashkenazim) Salt that is iodized by means of a corn derivative is (kitniyos) and therefore iodized salt requires Passover certification. Un-iodized salt does not require Passover certification, nor does sea salt. | | | DALLA LISTA DELLA “OU” PER PESACH 2011/5771 (Orthodox Union) : CLEANING PRODUCTS (non necessariamente tutti in vendita in Italia) Ajax All Purpose Cleaner-Lemon Scent, Ammonia All Purpose Cleaner, Anti-bacterial Digestant, Antibacterial Dishwashing Liquid, Antibacterial Dishwashing Liquid w/ Baking Soda, Carpet & Upholstery Spot & Stain Remover, Cleanser, CP Lotion Detergent, Dishwashing Liquid, Dishwashing Liquid-Spring Flowers, Disinfectant Bowl Cleaner, Expert Disinfectant Cleaner Sanitizer Conc, Expert Disinfectant Cleaner Sanitizer U/Conc, Expert Glass & Multi-Surface Cleaner Conc, Expert Glass & Multi-Surface Cleaner R/T/U, Expert Glass & Multi-Surface Cleaner Ultra Conc, Expert High Performance Degreaser Cocontrate, Expert High Performance Degreaser Ultra Conc, Expert Liquid Sanitizer Cocentrate, Expert Liquid Sanitizer Ultra Concentrate, Expert Meat Room Degreaser Concentrate, Expert No-Rinse Hard Surface Cleaner Ultra/Conc, Expert Tub & Tile Cleaner Concentrate, Fabuloso, Heavy Duty Degreaser, Lavender & Lemon Extracts Super Degreaser Dishwashing Liquid, Liquid Laundry Detergent, Liquid Laundry Detergent w/Bleach Alternative, Pine Forest All Purpose Cleaner, Quik Solv Spray Cleaner, Ruby Red Grapefruit Dishwashing Liquid, Scouring Creme, Smoke & Malodor Expert Ultra Concentrate Johnson Diversey 115020.004 Tempest Solvent-Free Cleaner/Degreaser, Acifoam LP VF 10L, Benefit, Cipton, Command, D10 Concentrate, Defoam, Delvak, Dioklor, Diton B, Dividend, Divo Flow 185, Divosan Activ, Divosan Plus, Everest Three, Ramsey FreQuency Disinfectant Cleaner, Natrasolve Citrus Solvent Cleaner/Degreaser, F.A.C.-106, Foam Free, Forty-Seven Plus, Grease Beast, Interest, Kompleet, Liqua-Safe, Liquid Dipak, Liquid Dupan, Liquid Oxidet, Oven Brite, Phos Free Acid, Plastigleam, Renew, Rotate Plus, Scrubstitute, Soak N Shine, Soft Care Instant Hand Sanitizer, Spec Tack G, Spectak G VC1, Super Dilac VA4, Tempest Niagara Scrubber & Sponge, Scrubber Sponges, Sponges Nugget Detergents, Disinfectants Palmolive Antibacterial Dishwashing Liquid, Aromatherapy Anti Stress Concentrated Dish Liquid, Aromatherapy Energy Concentrated Dish Liquid, Aromatherapy Tranquility Concentrated Dish Liquid, Automatic Dish Detergent Gel Fresh Scent, Automatic Dish Detergent Gel Lemon, Automatic Dish Detergent Gel Mountain Fresh, Automatic Dish Detergent Gel Spring Blossom, Citrus Blast Scrub Buster with MicroBeads, Crisp Blast Scrub Buster with MicroBeads, Dish Wipes Lemon Grove Scent, Dish Wipes Original Scent, Dry Skin w/Aloe Dishwashing Liquid, Fresh Blast Scrub Buster w/MicroBeads, Max Power Dishwashing Liquid, Original Dishwashing Liquid, Oxy-Plus Dish Wipes, Oxy-Plus Dish Wipes Alpine Purity, Oxy-Plus Dish Wipes Marine Purity, Oxy-Plus Wipes Citrus Purity, Palmolive Ultra Sunny Breeze, Spring Sensation Dishwashing Liquid- Botanical Blend, Spring Sensation Dishwashing Liquid-Fresh Apple, Spring Sensation Dishwashing Liquid-Ocean Breeze, Spring Sensation Dish-washing Liquid-Orchard Fresh, Spring Sensation Dishwashing Liquid-Spring Blossom, Spring Sensation Dish-washing Liquid Berry Blossom, Spring Sensation Dishwashing Liquid Crisp Cucumber Melon, Ultra Antibacterial Dishwashing Liquid, Ultra Lemon Antibacterial Dish Liquid, Ultra Vel Original, Vel Baking Soda Naranja (Orange), Vel Baking Soda Toronja (Grapefruit), Vel Original Palmolive Eco Citrus Automatic Dish Detergent, Lavender Automatic Dish Detergent, Lemon Automatic Dish Detergent Palmolive Pure & Clear Sparkling Fresh Dishwashing Liquid, Spring Fresh Dishwashing Liquid Scotch Brite Dobie Cleaning Pad, Scrubber & Sponge, Sponges | | | Non-Food Items The following may be used on Pesach without certification: 1. Aluminum foil 2. Baby ointments 3. Aluminum foil baking pans 4. Bags (plastic) 5. Body wash 6. Bowl and tub cleaner 7. Candles 8. Cardboard 9. Carpet cleaner 10. Charcoal 11. Conditioner 12. Copper and metal cleaners 13. Cork 14. Cosmetics (except possibly lipsticks) 15. Cupcake holders 16. Cups [paper (in the USA only), plastic or styrofoam] 17. Detergents 18. Dishwashing detergent 19. Drain opener 20. Fabric protectors 21. Furniture polish 22. Glass cleaner 23. Hair gels, sprays & mousse 24. Hair removers & treatments 25. Insecticides 26. Isopropyl Alcohol 27. Jewelry polish 28. Laundry detergents 29. Lotions 30. Napkins (paper) 31. Oven cleaner 32. Paper cups, plates and towels 33. Plastic containers 34. Pipe openers 35. Plastic bags, cups and plates 36. Plates [paper (in the USA only), plastic or styrofoam] 37. Scouring pads & powders 38. Shampoos 39. Shaving cream and gel 40. Shaving lotion 41. Silver polish 42. Skin cream 43. Soaps 44. Stick deodorant 45. Styrofoam cups or plates 46. Suntan lotion 47. Talcum powder (100% talc) 48. Toilet bowl cleaner 49. Towels (paper) 50. Water filters Toothpaste, Mouthwash and Lipsticks Rabbinical authorities disagree as to whether these items must have special Passover certification (and also year round kosher certification).Consult with your Rabbi about what you should do. | | | Medicine Guidelines 1. Known and tested medications in the form of creams, non-chewable pills and injections may be owned, used and consumed on Passover, even if they contain chametz or kitniyot, since they are inedible. This covers most medicines used by adults. If an equally effective chametz-free alternative is available or procurable, this should be used instead. a. It is permissible to grind pills and mix the powder into food items so that a child can take medicine on Passover. However, a doctor must be consulted to make sure that the child is getting the correct dosage and that the potency of the pill is not compromised by altering its consistency. 2. Liquid medicines, chewable pills and pills coated with a flavored glaze are considered palatable and may contain chametz. Also Gelcaps may present a problem because they may contain non-kosher edible gelatin. Therefore: a. If possible, they should be replaced —under the direction of a doctor — with a nonchewable, uncoated pill. b. If substitution is not possible and the person is in a state of sakanah or safek sakanah (any possible danger to human life), the medication may be owned and consumed. The same applies if the condition is not yet a safek sakanah but may deteriorate to that point. A Rabbi should be consulted as to whether it is preferable to purchase the medicine before or on Passover, and as to how to dispose of the medicine once the danger passes. c. If substitution is not possible and a doctor determines that there is no possibility of sakanah if the person does not take the medicine, a Rabbi should be consulted. He may be able to determine that the medicine does not contain chametz and/or kitniyot, or he may decide that the medicine may be consumed due to the seriousness of the patient’s condition. 3. In many cases, medicinal items which contain kitniyot are permitted for people who are ill. Questions on this issue should be directed to your Rabbi. 4. You should exercise extreme caution and consult with your doctor and Rabbi before making a decision not to take a medicine. 5. These guidelines do not address the more general prohibition of consuming medicines on Shabbat and Yom Tov. | | | IN ALLEGATO (PER L’INVIO TRAMITE POSTA ELETTRONICA) LA LISTA DI PESACH 2011 DEI MEDICINALI E QUELLA DEI PRODOTTI COSMETICI,A CURA DEL CONSISTOIRE DE PARIS Rispetto alle indicazioni fornite l’anno scorso,Rav Alberto Moshe Somekh,come sempre assai disponibile a fornire il proprio apporto,conferma le indicazioni sulle acque minerali S.Pellegrino e Levissima (anche gassate e solo per citare quelle di marche distribuite a livello nazionale) ed ha in corso altre verifiche. | | | | |
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