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745 IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI 26/3/1978 (1976 / 1977) Copertina di Karel Thole Torna a menu | Tra "fantasy" e fantascienza classica, nove tra i migliori racconti pubblicati nel 1976-77 da "Magazine of Fantasy & Science Fiction". Nel 1974 una scelta analoga, imperniata sul racconto di Silverberg "Buone notizie dal Vaticano", sollevò un certo scandalo: l'idea che un futuro Conclave potesse eleggere Papa un "computer" parve offensiva. Ma da allora sono passati quattro anni, durante i quali un pubblico sempre più vasto s'è familiarizzato con gli sconcertanti paradossi della fantascienza. "Il dilemma di Benedetto XVI" non è che un altro di questi paradossi. Crediamo dunque, nel 1978, di poterlo presentare senza il rischio di offendere minimamente nessuno.
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| Urania è una collana editoriale italiana di fantascienza. Nel 1952 la casa editrice Mondadori lancia con questo nome una collana di romanzi ed una rivista, ispirandosi per il nome a Urania, la musa dell'astronomia. La rivista finisce le pubblicazioni dopo soli 14 numeri, ma il nome rimane legato ai romanzi, che invece incontrano subito i favori del pubblico: il primo dei "Romanzi di Urania", Le sabbie di marte di Arthur C. Clarke, esce il 10 ottobre 1952.
Nata per alternarsi decadalmente con la rivista (usciva il 10 e il 20 di ogni mese), la testata I romanzi di Urania diventa prima decadale poi, per un breve periodo, settimanale (1955–1956) e quindi quattordicinale, finché nel 1957 prende il semplice nome di Urania. Rimane quattordicinale fino al n. 766 (1979), allorché ridiventa settimanale, con una tiratura mensile che arriva a sfiorare le 100.000 copie. Torna quattordicinale con il n. 896 (1981) fino al 2004, quando l'uscita diventa mensile.
Il ruolo di Urania nella lettura fantascientifica degli italiani è considerato rilevante: molti autori come Isaac Asimov, Ballard, Dick e tanti altri furono pubblicati per la prima volta in questi libri dal cerchio rosso in copertina.
Dopo oltre 50 anni di storia, Urania è tuttora in edicola. La collana ha inoltre istituito un concorso letterario, il Premio Urania, per opere inedite di fantascienza italiana. | |
| Quel "pasticciaccio brutto" del n°33 di URANIA (ovvero: quando la censura preventiva la faceva da padrona) Proprio così, cari lettori: questa volta vi parleremo di un numero di "Urania" che non è mai uscito e sveleremo un piccolo retroscena editoriale. a raccontarcelo è stato l'attuale curatore della collana, Giuseppe Lippi, in un editoriale apparso nel n° 1394 del 13 Agosto 2000. Lippi riprendendo un articolo apparso sul mensile MYSTERO a firma Luigi COZZI, nel quale viene ricostruito, tramite vecchie interviste, questo episodio, nè da la versione ufficiale. Versione che noi riportiamo e che crediamo sia di grande interesse: "... Facciamo dunque un balzo ai Primordi, nel lontano 1953, ed entriamo nella sede della Mondadori di allora, in via Bianca di Savoia 20. Giorgio Monicelli ha preparato, con la solita cura, il nuovo numero dei "Romanzi di Urania", il trentacinquesimo. Le officine grafiche veronesi hanno già stampato, la tiratura completa -alcune decine di migliaia di copie -quando un esemplare di "L 'era di Satana" di Frltz Lelber arriva sul tavolo di Arnoldo Mondadori in persona. L'editore scorre il breve testo di presentazione del romanzo e scopre che "L 'era di Satana" parla di una fanatica dittatura religiosa e di una chiesa delle streghe... Tanto gli basta. Immediatamente schiaccia I'interfono, chiama la segretaria e ordina iI blocco della pubblicazione, vietandone la distribuzione per non incorrere nelle ire ecclesiastiche. Il numero 35 (il numero 33 nella realtà n.d.r.) dei "Romanzi di Uranla" finisce così al macero: a tempo debito verrà sostitulto con il numero 33 de "I Romanzi di Urania" andato in edicola il 31 Gennaio 1954 Galassia n°59 del 1° Novembre 1965 COSMO ORO n°34 di Settembre 1978
altro testo, mentre il romanzo di Leiber apparirà solo molti anni dopo su "Galassia" CELT, con il titolo rifatto da Luigi Cozzi "L'alba delle tenebre" sulla falsarlga dell'originale "Gather, Darkness!". Quest'ultlmo titolo sarà mantenuto nelle successive edizioni (Nord, "Classici Urania"), mentre quello ideato da Monicelli, altrettanto suggestIvo, cadrà in un limbo da cui solo una futura edizione potrà, eventualmente, resuscltarlo. La storia dei rapporti fra "Urania" e la Chiesa non si esaurIsce, del resto, in questo episodio di censura preventiva: verso la fine degli anni Sessanta, l'apparizione in edicola dell'antologia "Buone notizie dal Vaticano" provoca le proteste della Santa Sede perchè Robert SiIverberg vi parla di un papa robot, bellamente ritratto in copertina da Karel Thole. Ma i tempi sono cambiati: la contestazione è alle porte e l'editore Giorgio Mondadori non fa una piega, limitandosi ad accusare le critiche ecclesiastiche. Ancora qualche anno e una nuova antologia a cura di Fruttero & Lucentlni non provoca più
URANIA n° 623 del 22 Luglio 1973
URANIA n°745 del 26 Marzo 1978
alcun risentimento: anzi, "Il dilemma di Benedetto XVI" segna la riappacificazlone definitiva fra la dottrina romana e quella fantastica, rappresentata dalla nostra collana. La sf ne ha fatte ormai di tutti i colori, I'hypocrite lecteur non si scandalizza più e nemmeno il bigotto è disposto a lasciarsi cogliere in fallo. Ma un'anima sulfurea "Urania" ce l'ha davvero, e fin d'ora anticipiamo che il prossimo autunno pubblicheremo un romanzo italiano iI cui titolo di lavorazione è Inferi on Net, di Roberto Genovesi, in cui appaiono il papa nero Beda Giosafat I, gli esorcisti del futuro e il diavolo in persona: una fantasia tecno-esoterica che speriamo lasci il segno (ma che, ancora una volta, non crediamo scandalizzerà nessuno)." Giuseppe LIPPI
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| Herbie Brennan è il nome con cui è principalmente conosciuto James Herbert Brennan (nato nel 1940), scrittore irlandese.
Ha scritto numerosi libri, tra saggi e romanzi, destinati ad adulti e ragazzi.
Le sue opere sono state tradotte in circa cinquanta lingue. È particolarmente attratto dal paranormale, tanto da dedicare a questo argomento svariati saggi.
Si è occupato di occultismo, insegnamenti esoterici e Cabala con la Society of the Inner Light ed in seguito è divenuto membro di varie associazioni. | |
| Kurt Caesar, noto in Italia anche con i soprannomi di Cesare Avai o Caesar Away, era lo pseudonimo di Kurt Kaiser, conte di Burtenbach (nato a Montigny-lès-Metz nella Lorena, il 30 marzo del 1906 o 1908 – quando la regione, oggi francese, era sotto l'impero germanico – e deceduto a Bracciano, Roma, il 12 luglio del 1974) fu un fumettista e illustratore di origine tedesca molto noto in Italia tra gli anni '30 e la fine degli anni '50.
Il padre, tedesco, avrebbe preferito una carriera di chirurgo, ma conseguìta a Berlino la maturita classica, frequentò diversi corsi al Politecnico di Lipsia, preferendo infine la passione per il disegno all'Accademia di Belle Arti di Berlino, dedicandosi inoltre a numerose discipline sportive, arrivando persino ad essere un pugile professionista e conquistando il titolo tedesco nella categoria.
Nel 1925 lavorò come redattore tecnico presso la rivista Die Kultur, la cui proprietaria, Elfriede Ensle, diventò in seguito sua moglie. Nel 1929 divenne corrispondente di un periodico di Zurigo, collaborando inoltre a diverse riviste tedesche, e per svolgere l'attività di giornalista viaggiò in continuazione per l'Europa. Andò anche in Asia, fino in Tibet, favorito dalla conoscenza di ben sette lingue. Dopo il matrimonio si stabilì in Italia, dove iniziò a realizzare fumetti di grande successo: la sua prima illustrazione fu pubblicata sul settimanale italiano La Risata e altre apparvero su un'altro periodico, I Tre Porcellini. Il primo personaggio che creò fu Will Sparrow, il pirata del cielo che si può a buon diritto considerare il primo "eroe negativo" o "cattivo" nella storia del fumetto italiano.
Proprio su un altro albo a fumetti italiano, Il Vittorioso, creò nel 1938 un'altro personaggio che ebbe all'epoca un enorme successo, Romano il Legionario, inizialmente eroe della guerra civile spagnola, poi combattente nella Seconda Guerra Mondiale in tutte le armi, da sommergibilista ad aviatore. Durante la guerra si trovò in Marocco, in Libia e in Spagna, e nel 1941 è di nuovo in Africa accanto a Rommel, al quale fece da interprete. Catturato dagli inglesi e internato in un campo di prigionia, alla fine della guerra decide di rientrare stabilmente in Italia.
Nel dopoguerra continua a realizzare illustrazioni per "Il Vittorioso" fino a che nel 1952 venne chiamato dalla Arnoldo Mondadori Editore e da Giorgio Monicelli a realizzare le copertine della collana di fantascienza "I Romanzi di Urania", distinguendosi per un ineguagliato e riconoscibilissimo senso cromatico e dalla precisione con la quale realizzava ogni mezzo meccanizzato, dall'automobile all'astronave, anche se le tavole che realizzava non erano artisticamente all'avanguardia come quelle del successore Karel Thole, ma seguivano fedelmente tematiche e gusti del pubblico medio di metà anni '50.
Realizzò fino al 1958 circa 170 copertine a colori, fino a che l'improvvisa morte della moglie, dopo una lunga malattia, lo portò alla rovina economica. A Urania venne sostituito da Carlo Jacono, illustratore principe della collana dei "Gialli" e di "Segretissimo" e con il figlio decise di stabilirsi definitivamente a Bracciano.
Continuò a lavorare ancora per alcuni editori minori romani disegnando le copertine di altri due periodici di fantascienza, "Oltre il Cielo" e "Cronache del Futuro". Nel 1968 viene chiamato da un editore di Monaco di Baviera a realizzare le copertine del celebre periodico "Perry Rhodan", molto amato dal pubblico teutonico.
Caesar morì per un infarto nel 1974, a 66 anni. Trent'anni dopo la sua morte, nel 2004, il figlio organizzerà una mostra delle sue opere a Milano.
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Ne hanno gia parlato in molti, fra Corriere
della sera e bloggers: un mitico Urania del 1978 che contiene un
simpatico racconto di Herbie Brennan " The armageddon Decision".
Il racconto, che da il titolo all'Urania, si svolge in un non precisato
futuro (visto dagli anni 70) dove in Vaticano viene chiamato uno
psichiatra per indagare sulla sanità mentale del Papa, Benedetto XVI (!)
le cui deliranti affermazioni potrebbero far scatenare una guerra
atomica. Mica Male come previsione (ovviamente parlo del nome)
Il Papa della copertina dell'Urania, magistralmente illustrata da Karel
Thole, ha qualche interessante altra coincidenza visiva.

Herbie Brennan, autore poco noto da noi, ma famosissimo all'estero per
un suo ciclo fantasy, Faery Wars, è persona carina e gentile: quando gli
ho scritto per segnalargli la copertina (che non conosceva) mi ha
risposto subito
,
aggiornando immediatamente il suo sito con le immagini ed i link che gli
avevo mandato.
Lo stesso Brennan nella sua pagina web, cita il famoso racconto di
fantascienza dell'1898 di Morgan Robinson, Futility, nella quale una
nave chiamata Titan, impatta in un freddo giorno di Aprile in un
Iceberg, e moltissimi dei passeggeri muoiono a causa della mancanza di
scialuppe.
Stazza, peso ed altri particolari coincidono, e questo sarebbe una
normalissima descrizione romanzata di una storia vera, se non fosse che
è stato scritto 14 anni PRIMA che il Titanic compisse il suo tragico
viaggio. il 10 Aprile 1912, colpendo il 14 l'Iceberg.
http://titanicbooksite.com/RobertsonMorgan.html
Per Herbie Brennan, invece una semplice coincidenza? Un autore di
Fantascienza che ha azzeccato un nome, niente di misterioso, occulto o
soprannaturale?....
Mhhhh.. il mio senso di ragno pizzica..
Andando a spulciare la biografia di Brennan, si scopre che :
"Herbie Brennan trained in Qabalah (an ancient system of mysticism)
with the Society of the Inner Light and with Helios, the immediate
precursor of the Servants of the Light. With his wife, the therapist and
author Jacquie Burgess, he was co-founder of Sacred Science, an informal
movement dedicated to the investigation and promotion of the links
between modern psychology and physics on the one hand and esoteric
practice on the other."
Poffarbacco! Qabbalah! Società della Luce Interiore! Esoterismo! Il mio
senso di ragno pizzicava per un motivo, dunque!
Come ben Sa Chi si occupa di certi Argomenti, in alcune scuole
esoteriche, una delle pratiche iniziali,così tanto per scaldarsi,
consiste nella cosiddetta "remote viewing", ovvero visione di eventi
futuri, pratica che serve agli iniziandi per far capire alcune cosette
sulla natura irreale della realtà, L'universo Olografico, la Rete di
Maya etc etc etc...
La "remote viewing" - nella sua versione "scientifica" cioè depurata di
elementi misterici - è stata oltretutto usata per anni dall'intelligence
americana per scoprire i segreti dei russi ., e se anche voi la volete
imparare è una tecnica ormai a disposizione di tutti, fatevi un giro al
Farsight institute, dove potrete scaricare gratuitamente moltissimi
corsi e manuali ad hoc.
Ma tornando ad Herbie Brennan, e seguendo il link nella sua bio,
arriviamo alal sito della Inner Light dove possiamo leggere:
"The Society of the Inner Light is a Mystery School within the Western
Esoteric Tradition, founded by Dion Fortune.."
DION FORTUNE!
Per chi non la conoscesse, rimando alla voce di wikipedia e a questa
biografia con foto, ma si può dire sia stata una delle più grandi maghe
inglesi del secolo....
Non volendo tirare delle conclusioni affrettate, possiamo però
riassumere quello che abbiamo scopertoe provare a fare delle ipotesi:
Intorno ai primi '70 probabilmente Herbie Brennan approccia Qabbalah e
Esoterismo.
Fra i primi compiti, plausibilmente, qualche semplice esercizio di
Remote Viewing... (tipo cercare di "vedere" il nome del Papa del 2005)
Uno scrittore, lo sappiamo , ricicla, rielabora e riusa tutto quello
con cui entra in contatto.
Nel 1976 Herbie Brennan scrive " The Armageddon Decision".
Il 19 Aprile 2005 viene eletto Papa Benedetto XVI.
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| IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI di Francesco Scalone Che il successore di Giovanni Paolo II si sarebbe chiamato Benedetto XVI , gli appassionati di fantascienza lo sapevano già da quando fu eletto, nel 1978. Il numero 745 di Urania, pubblicato nel marzo di quel fatidico anno, si intitolava infatti Il dilemma di Benedetto XVI. Il racconto, scritto da Herbie Brennam, è un po’ la dimostrazione di quanto la fantascienza possa guardare avanti. In un futuro non ben definito, Brennam immagina che il Vaticano sia stato trasferito a Ginevra e ricostruito più o meno pietra su pietra. Non è spiegato bene il perché, ma tra le circostanze più divertenti ci sono i centurioni mandati dal comune di Roma a sostituire le guardie svizzere e i programmi trasmessi in olografia da TeleVaticano. In realtà, mimetizzati sotto una patina straniante, quasi surreale, Brennam tratta i materiali tipici dell’utopia negativa: sullo sfondo, infatti, c’è la vicenda di Victor Ling, il tiranno che opprime il popolo di Anderstraad con la sua dittatura sanguinaria. I protagonisti del racconto riconosco in lui il nuovo Hitler, l’ennesima incarnazione del male. Leggere ulteriori riferimenti alla situazione attuale sarebbe un giochino fin troppo facile (ma viviamo o no nell’epoca in cui si vanno realizzando le peggiori visioni distopiche?).
Ad ogni modo, il tema fondamentale del racconto è proprio questo: il dovere di lottare contro il Male che ritorna, perennemente, per sconvolgere il mondo. È questa l’ossessione e il delirio di Benedetto XVI, che vive tormentato dalle visioni dell’Apocalisse di San Giovanni e della Battaglia dell’Armageddon. Sintomi allucinatori o segni di santità? Il Papa si rivolge allora a un grande psichiatra, il dottor Steinmann: “Vi chiediamo di decidere, nel più breve tempo possibile, se io sono matto”. Benedetto XVI, infatti, ha intenzione di armare lo Stato del Vaticano e sferrare un attacco militare contro la nazione di Anderstraad. Il finale si chiude in modo troppo veloce e sicuramente ambiguo: Steinmann dichiara il Papa sano di mente e al tempo stesso confida a un cardinale che Benedetto XVI è, in realtà, affetto da “schizofrenia monodirezionale”. Steinmann spera infatti segretamente che la guerra di Bendetto XVI possa spazzare per sempre la dittatura di Victor Ling. Molto più ironico e riuscito, invece, è l’altro classico del fantapapismo. In Buone notizie dal Vaticano (sempre in Urania, il numero 623 del 1973), Robert Silverberg descrive un gruppo di turisti, seduti al tavolino di un caffè di Roma mentre aspettano i risultati del conclave. Il racconto, all’epoca, fece storcere il naso a più di qualche benpensante, soprattutto per i passaggi più irriverenti ed esilaranti. Innanzitutto perché il Papa di cui si attende l’elezione è un robot. “Ma che aspetto ha?”, chiede preoccupata Miss Harshaw. “Come tutti gli altri. Una scatola di metallo lucido su rotelle, con degli oblò in cima”. In realtà, il rabbino Mueller che l’ha visto di persona, rassicura tutti dicendo che il cardinale robot è alto e distinto, con una bella voce. Ma quando qualcuno gli chiede se cammina sulle rotelle risponde: “Su cigoli. Come quelli di un trattore”. Silverberg si diverte a ironizzare sulle solite divisioni tra progressisti e conservatori che avvengono ad ogni nuova elezione del Papa. Se, come osserva uno dei personaggi, un papa-robot potrebbe avvicinare alla Chiesa i giovani dalla mentalità più tecnologica, forse potrebbe anche comportare effetti dalle conseguenze dirompenti. Tanto per cominciare, una delegazione di 250 giovani cattolici robot aspetta in un aeroporto dell’Iowa l’esito delle votazioni. “Se vince il loro candidato c’è un charter pronto a portarli qui”. L’entusiasmo dei papaboys (robot o meno) è sempre bellissimo ma, come osserva Miss Harshaw, “ve li immaginate 250 robot che entrano sferragliando in San Pietro?”. Alla fine il Papa robot è eletto e sceglie il nome di “Sisto VII”. Appena appare sul balcone, mentre sta per recitare l’“urbi et orbi”, allarga le braccia e avvia i motori a reazione. In una nuvola di vapore, come forse solo Mazinga riusciva a fare, Papa Sisto VII si solleva lentamente da terra e prende il volo. | |
| SE VI OCCUPATE DI URANIA ALMENO SIATE PIU' PRECISI! L'articolo pubblicato da Panorama lo scorso 22 Aprile e poi ripreso da La Repubblica.
 | Ecco cosa scriveva Panorama lo scorso 22 aprile
QUEL LIBRO DAL TITOLO PROFETICO Proprio nell'anno in cui fu nominato Papa Karol Wojtyla, uscì in Italia nella collana Urania (Mondadori) Il dilemma di Benedetto XVI, nome che si immaginava scelto dal successore del Papa polacco. Era il 1978 e sul risvolto di copertina si sottolineava che i racconti erano «solo paradossi della fantascienza, con i quali non si intendeva offendere nessuno».L'autore del racconto che dà il titolo al volume è Herbie Brennan, irlandese, oggi celebre autore di romanzi fantasy: ha venduto oltre 7,5 milioni di copie dei suoi libri in oltre 50 paesi. (F.F.) | Lo stesso articolo veniva ripreso lo stesso giorno da La Repubblica
CURIOSITA' ...proprio nel 1978, anno in cui fu nominato papa Karol Wojtyla, uscì in Italia nella collana Urania della Mondadori un romanzo dal titolo “Il dilemma di Benedetto XVI”, nome che si immaginava scelto dal successore del papa polacco, come rivela il numero di Panorama in edicola. Un intreccio tra fantasy e fantascienza, firmato da Herbie Brennan, che nel risvolto di copertina annunciava che quei racconti erano “solo paradossi della fantascienza con i quali non si intedeva offendere nessuno”. Anni prima infatti un racconto in cui si immaginava l’elezione a papa di un computer aveva suscitato vibrate proteste della Santa Sede.(*) (*) NOTA DI URANIA&CO.: SI TRATTA DI URANIA N° 623 DEL 22 LUGLIO 1973 CONTENENTE UN'ANTOLOGIA CHE PRESE IL TITOLO DA UN RACCONTO DI ROBERT SILVERBERG "BUONE NOTIZIE DAL VATICANO". |
| Ora nessuno di noi appassionati ha mai creduto nelle doti profetiche della fantascienza e allora ci viene un poco da ridere pensando che invece dei settimanali e dei quotidiani, che spesso e volentieri snobbano e discriminano la nostra letteratura preferita, gridino al miracolo e alla profezia, quando la cosa non è stata mai pretesa nè voluta dalla SF, basandosi sul niente. Sul niente perchè l'inesattezza della notizia sta alla base di questa autentica bufala:1) Il racconto non fu pubblicato dopo l'elezione di Karol Wojtyla, che avvenne il 16 ottobre 1978, bensì prima su "Fantasy & SF" nel settembre 1977 e poi su Urania n° 745 il 16 marzo 1978; 2) Di conseguenza non poteva parlare, come non ne parla assolutamente, del successore del papa polacco, perchè c'era ancora Paolo VI e a lui sarebbe succeduto, per solo 33 giorni, Giovanni Paolo I. In conclusione vorremmo essere facili profeti pure noi e pubblicare dei raccontini con dei titoli riguardanti i pontefici del futuro che so... Pio XIII, Giovanni Paolo III, Paolo VII, Giovanni XXIV e Sisto VI. Vista la storia millenaria della Chiesa avremmo delle ottime possibilità di indovinare e magari finire sulle pagine di qualche rivista o di qualche quotidiano... a prescindere dal contenuto del racconto perchè quello può interessare soltanto quei "visionari" degli appassionati di fantascienza. | |
| LA SANTA Sede ha ascoltato senza commentare le parole pronunciate ieri da Ayman al-Zawahiri, numero due della rete di al-Qaeda, tramite un messaggio video diffuso su Internet. «Papa Benedetto XVI come Papa Urbano II che ha lanciato le crociate contro l'Islam - ha detto Ayman al-Zawahiri -, farà la sua stessa fine». Non solo, sempre secondo Ayman al-Zawahiri, il Papa, come il presidente Bush, altro non è che un «fallito» ed un «ciarlatano». La Santa Sede ritiene di aver già chiarito ampiamente il senso autentico delle parole pronunciate due settimane fa dal Papa all'Università di Ratisbona, quelle parole che, interpretate come un attacco all'Islam, in realtà denunciavano ogni culto religioso quando in nome di Dio compie violenze irragionevoli. La segreteria di Stato vaticana, in particolare, sta lavorando in accordo con in nunzi apostolici perché si instauri soprattutto con i governi dei Paesi a maggioranza islamica e con i vari leader religiosi musulmani un lavoro di distensione e di dialogo. Quello stesso dialogo che Benedetto XVI andrà a compiere a fine novembre in Turchia, in occasione del suo viaggio apostolico organizzato in risposta ad un invito ricevuto da parte del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. Il Papa, punterà molto sulla strada dell'ecumenismo da intraprendere con le Chiese ortodosse e non rinuncerà a proporre all'Islam il dialogo interreligioso come viatico a divisioni ed asprezze. Un dialogo che, tuttavia, deve avvenire in un clima di reciprocità. In Turchia le minoranze religiose non godono infatti delle medesime libertà di cui godono i musulmani. Ieri, intanto, in una breve udienza di congedo concessa alla comunità ecclesiale di Castel Gandolfo e alle istituzioni pubbliche, Benedetto XVI ha ringraziato «quanti hanno in vario modo contribuito a rendere la mia permanenza proficua e serena» e ha esortato tutti a spendere le proprie energie per la diffusione del Vangelo, rispondendo con generosità alla chiamata del Signore. Il Papa ha ringraziato il vescovo di Albano, Marcello Semeraro, i Gesuiti della Specola vaticana, nonché le comunità religiose e laicali, maschili e femminili, presenti. «In questi mesi - ha detto - ho sentito la loro vicinanza spirituale e li ringrazio di cuore, augurando a tutti di corrispondere con rinnovata generosità alla chiamata di Dio, spendendo le proprie energie a servizio del Vangelo». La permanenza a Castel Gandolfo è stata un'occasione per il Papa per dedicarsi anche allo studio e alla meditazione. Insieme, egli ha concesso udienza pubbliche e private. L'ultima, quella di giovedì scorso, all'ex assessore alla sicurezza nazionale ed ex segretario di Stato degli Stati Uniti, il premio Nobel per la pace Henry Kissinger. Un'udienza confidenziale con un accenno anche alle reazioni islamiche al discorso del Papa del 12 settembre a Ratisbona. domenica 1 ottobre 2006 | |
| Il paragone fatto dal numero due della rete di al-Qaeda, nel suo ultimo messaggio video diffuso ieri sera dai forum islamici in Internet  Dubai, 30 set. - (Ign/Aki) - ''Papa Benedetto XVI come Papa Urbano II che ha lanciato le crociate contro l'Islam, farà la sua stessa fine''. E' questo il paragone fatto da Ayman al-Zawahiri, numero due della rete di al-Qaeda, nel suo ultimo messaggio video diffuso ieri sera dai forum islamici in Internet. Si tratta di un filmato della durata di 17 minuti e, come spiega il titolo stesso, tratta quattro temi: Bush, il Papa, il Darfour e le guerre crociate. L'ultimo tema è il filo conduttore di tutto il discorso, mentre i primi tre scandiscono le tre diverse parti del video. La maggiorparte del tempo è pero dedicato alla polemica scatenata dalla lezione tenuta dal Pontefice sull'Islam durante il suo recente viaggio in Germania. Al minuto 9 e 40 del filmato, al-Zawahiri afferma: ''La seconda questione di cui voglio parlare riguarda ciò che ha detto il Papa del Vaticano sulla persona del profeta - spiega Zawahiri - sostiene che l'Islam non è compatibile con la ragione, ma cosa ha di ragionevole la religione della croce? Si tratta di un'affermazione che nessun uomo sano di mente può accettare. Dimentica questo ciarlatano che il cristianesimo ha i suoi dogmi e dimentica che del libro che venerano (la Bibbia, ndr) non hanno una copia originale''. Al-Zawahiri arriva quindi a parlare della situazione attuale di crisi tra il mondo islamico e quello occidentale. ''O nazione musulmana, questi ultimi sviluppi non sono casuali - aggiunge - ma fanno parte di una lunga serie di offese contro l'Islam iniziate da Salman Rushdie, dall'ospite della Casa Bianca, poi dalla Francia con le scuole, dalle offese al Corano degli americani, poi le vignette che andavano contro la figura del profeta. Tutte queste cose sono venute insieme alla guerra crociata in Afghanistan e in Iraq, in Libano e Palestina, distruggendo e violando l'onore delle donne, torturando e facendo carceri segrete. L'ultima della serie di questi attacchi vili crociati è la guerra crociata americana contro l'Islam e i musulmani''. Zawahiri sente quindi la necessità di paragonare Benedetto XVI a Papa Urbano II. ''Questo Benedetto ciarlatano ha tenuto un discorso simile a quello del Papa Urbano II nell'XI secolo in Francia dove ha incitato l'Europa a combattere i musulmani iniziando le guerre crociate - spiega - perché sosteneva che i musulmani erano idolatri e attentavano alla tomba del Cristo''. E ancora: '' Se Benedetto ci offende e continua a farlo, rispondiamo alle offese con il bene: chiederemo a lui e a tutti i cristiani di entrare nell'Islam, la religione del monoteismo. Che non ha i dogmi cristiani. Ma se volete continuare in questa guerra crociata perdente seguirete il destino di Urbano II''. | |
|  al-Zawahiri
Dubai, 30 settembre 2006 Torna in video per minacciare il Papa. Il numero due di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, ha diffuso un nuovo messaggio nel quale attacca duramente Benedetto XVI definendolo “impostore”. Nel filmato trasmesso da al-Jazeera, l’egiziano sostiene che il Pontefice “ha consapevolmente attaccato l’islam”, nel suo discorso sul rapporto tra fede e ragione. Secondo al-Zawahiri, "questi attacchi non sono isolati, ma si inseriscono in un quadro di una serie di umiliazioni rivolte all’islam”. “Queste umiliazioni coincidono con la campagna crociata in Afghanistan, Iraq, Libano e in Palestina”. Poi la sfida: “Se Benedetto XVI si rivolge a noi con queste menzogne e ci attacca, noi rispondiamo ai suoi pregiudizi invitando lui, e tutti i cristiani, a convertirsi all’islam”. |
Al Zawahiri dà del ciarlatano a Benedetto XVI e incita i musulmani alla guerra santa contro i «crociati» delle truppe Onu in Darfu | | Torna a menu |
| Al Qaida l'aveva preannunciato qualche giorno fa e ieri è accaduto. Il numero due dell'organizzazione terroristica islamica, il medico egiziano Ayman al-Zawahiri, è tornato a investire di insulti il Papa e la cristianità (ma anche il presidente degli Stati Uniti George W. Bush) in un video di 17 minuti prodotto da as-Sahab, il braccio mediatico di Al Qaida, che nella serata di ieri ha trovato spazio sulla rete internet e successivamente è stato trasmesso dalla rete televisiva pan-araba Al Jazeera. Papa Benedetto XVI è stato qualificato di «ciarlatano» a causa delle sue recenti affermazioni sull'Islam durante un discorso in Germania lo scorso 12 settembre. «Questo ciarlatano - ha detto per la precisione Zawahiri dal suo rifugio clandestino, dove compariva illuminato da una lampada, con accanto un fucile e un drappo con la scritta «Nessun Dio al di fuori di Allah» - ha accusato l'Islam di essere incompatibile con la razionalità, dimenticando che la sua stessa Cristianità è inaccettabile a una mente dotata di sensibilità».
| Proprio ieri il quotidiano Avvenire, in vista di questo nuovo «evento» mediatico, aveva invitato i mezzi di comunicazione alla prudenza. «Non si tratta di censura preventiva - scriveva il quotidiano dei vescovi -, ma di una obiettiva valutazione delle conseguenze a breve e a lungo termine. Come sottovalutare il potere di fascinazione che i due leader di Al Qaida esercitano dal video su una fetta delle masse arabe? Come non vedere che un discorso offensivo o addirittura minatorio rivolto alla massima autorità religiosa cristiana seminerà inevitabilmente altra discordia, |
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| Nuovo attacco verbale di Al Zawahiri a George W. Bush e al Papa, chiamati rispettivamente "fallito" e "ciarlatano". Sul presidente degli Stati Uniti, il numero due di Al Qaeda ha detto: "E' un fallimento vivente. Sono passati tre anni e mezzo dai primi arresti e non ha ottenuto niente. Tutt'altro, abbiamo più forza e fedeli disposti al martirio". Al Zawahiri ha poi chiamato ciarlatano il Papa dopo le sue dichiarazioni sull'Islam. A poche settimane dall'ultimo video, che è apparso l'11 settembre per l'anniversario dell'attentato alle Torri Gemelle, il numero due della rete terroristica torna a parlare attraverso internet. Al Zawahiri ha attaccato Benedetto XVI per le affermazioni fatte a Ratisbona sui musulmani e Maometto. "Questo ciarlatano- ha detto il medico egiziano- ha accusato l'Islam di essere incompatibile con la razionalità, quando si dimentica che il Cristianesimo è inacettabile per una mente assennata". Nel discorso, trasmesso da Al Jazeera, il braccio destro di Bin Laden non risparmia il presidente degli Stati Uniti Bush definendolo un ciarlatano e un bugiardo per le dichiarazioni sulla guerra al terrorismo. "Sei un fallito -ha detto- Sono passati tre anni e mezzo dall'ultimo arresto. Cosa è successo ad Al Qaeda? Siamo più forti di prima e pronti al martirio". Il terrorista ha poi aggiunto: "Bush, perché non fai il coraggioso per una volta e dici la verità alla tua gente sulle perdite in Afghanistan e in Iraq?". Nello stesso video il medico egiziano ha chiamato a raccolta i musulmani per una jihad contro le truppe Onu in Darfur. |
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