“Siate Santi perché l’Eterno Vostro D-O è Santo!” LA CHUPPA'H (Baldacchino) La chuppàh rappresenta simbolicamente la coabitazione degli sposi, in sostituzione del loro appartarsi. Questo appartarsi è la condizione principale per la validità del matrimonio. Nel Talmud non troviamo una definizione precisa riguardante il baldacchino e alcune regole vengono ricavate da racconti e usi narrati dai nostri Maestri. La chuppàh veniva allestita in casa del fidanzato in una apposita stanza riservata agli sposi. Per il primogenito era il padre stesso a costruirgli una casa e "Glifaceva un baldacchino all'intemo" In un altro trattato troviamo scritto che il padre costruiva per ogni figlio una stanza nuziale, in modo che il figlio potesse rimanere ad abitare con lui e non presso i suoceri.Sotto la chuppàh gli sposi rimanevano a festeggiare il loro matrimonio per sette giorni insieme con i loro parenti e non vi era altra gioia più grande di questa. Disse Rabbì Abbà figlio di Zavdà a nome di Rav: 'lo sposo, coloro che lo accompagnano e tutti i partecipanti alla chuppàh sonoesonerati [dal festeggiare il precetto] delle capanne per tutti e sette i giorni' [del banchetto nuziale]. Qual è il motivo? 'Perche questi vogliono rallegrarsi del matrimonio'. E si obbietta: 'Se è così, che mangino e si rallegrino nella Sukkà'. Si ri- sponde: 'Non vi è gioia altro che nella chuppàh '. 'Allora che mangino nella Sukkà e si rallegrino nella chuppàh!' Ciò non è possibile perche non c'è gioia altro che dove si banchetta E' talmente importante associarsi alla gioia degli sposi, quando questi si uniscono sotto la chuppàh, che addirittura è permesso sospendere lo studio della Toràh per unirsi ai festeggiamenti. Si racconta che un giorno il Re Agrippa trovandosi a transitare nelle vie della città, si era fermato per far passare un corteo di sposi, questa cosa fu elogiata dai Maestri. Sia il fidanzamento che il matrimonio venivano accompagnati da benedizioni. Il formulario .che attualmente viene usato è lo stesso che troviamo scritto nel Talmud. Sempre sullo stesso trattato vi è un interessante discussione sul fatto che per le benedizioni degli sposi occorra il Minian: Disse Rav Nacman: "Disse Hunà i figlio di Natàn: da dove si impara che per le benedizioni degli sposi ci vo- ) . gliono dieci persone? Come è detto: 'E prese dieci persone dagli anziani della città e disse sedete qui.'~Disse Rabbì Abbia: "la fonte delle benedizioni si impara da quest'altro passo: 'In gruppo benedite il Signore D-o dalla fonte di Israele", 7 .8 Questo verso vuole insegnarci che con un gruppo composto da almeno dieci persqne si benedice il Signore e la fonte di Israele sono gli sposi con i loro figli. |