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Deborah Fait

LA COLPA DI ESSERE EBREA
Il mio primo pensiero nel leggere la lettera di Clara Sereni "la colpa di essere ebrea", è stato:
" questa non ha capito niente", e il primo impulso è stato di rabbia, sdegno e sconcerto.
A Clara Sereni ha risposto Giorgio Israel, che deve aver provato più o meno le mie stesse sensazioni, poiché a un certo punto della sua lettera ha scritto "Clara Sereni è in stato di catalessi da qualche decennio. Precisamente dal 1967, da quasi quarant’anni."

Si, in effetti, dalle cose che scrive, può sembrare che la signora Sereni sia stata in letargo per una quarantina d'anni ma il mio timore invece è che sia stata ben sveglia, sveglissima e che abbia condiviso la poltica comunista dal 1967 in poi, nei confronti di Israele, politica di odio antiebraico, per molti di noi difficile da dimenticare e da perdonare.
Improvvisamente Clara Sereni si è resa conto di essere considerata diversa nel momento in cui è stata presentata come "Clara Sereni, ebrea e scrittrice", cioè: si comunista, si di sinistra, si kompagna, si scrittrice ma, ahinoi, anche ebrea!
La reazione, a quanto pare, è stata devastante poiché ha convinto la scrittrice della necessità di scrivere una lettera pubblica in cui si legge il dolore per essersi resa conto di non essere mai stata considerata "kasher' dagli esponenti del suo partito e del suo sindacato semplicemente perchP "ebrea", quindi facente parte del popolo che, secondo il pensiero distorto e razzista dei comunisti o ex comunisti, ha scacciato i palestinesi dalla loro terra.

Il credo di Clara Sereni, che lei non denuncia ma continua ad esaltare, fa parte di quella ideologia che ha sempre condannato Israele in quanto Terra del Popolo Ebraico, che ha giustificato la barbarie dei palestinesi, che ha deformato e negato la verità, e che è stata complice dei palestinesi, quindi corresponsabile delle sofferenze di Israele aggredita, non solo da guerre esterne, ma dal terrorismo del più grande mistificatore della storia, terrorista e ladro che fu Yasser Arafat.
Quest'uomo, che dal 1968 in poi, ha reso la vita degli israeliani un inferno, è stato amato, esaltato, protetto e portato in trionfo dalla sinistra mondiale, quella italiana in prima fila, e non mi risulta che Clara Sereni si sia mai opposta a questa ignominia.

Dove era Clara Sereni durante le decine di manifestazioni filopalestinesi quando Israele veniva presentato come il demonio?
Dove era quando è stato ammazzato Stefanino Taché?
Dove era all'epoca dell'Achille Lauro?
Dove era quando cittadini israeliani e semplicemente ebrei in Europa venivano ammazzati senza pietà dalle bande di Arafat?
Era forse vicino a Luciano Lama quando una bara nera venne gettata davanti alla Sinagoga di Roma?
Non ha mai sentito i suoi kompagni urlare "Israele boia, Israele assassino, lo stato di Israele deve essere distrutto"??
E infine dove era Clara Sereni in questi ultimi 5 anni da incubo in cui Israele veniva colpita da più di 25.000 attentati terroristici?
Dove era quando Massimo D'Alema, dopo le prime decine di attentati efferati in Israele effettuati dai criminali guidati da Arafat e Barghouti, diceva, al fianco del satrapo assassino, che Israele era un paese razzista?
Era sveglia?
approvava?
Credo di si! Altrimenti avrebbe fatto sentire la sua voce fuori dal coro.

Stranamente queste persone si offendono solo quando vengono toccate in prima persona, mai quando ad essere colpito è il popolo cui, purtroppo per loro, appartengono.

In gioventù ho fatto parte del direttivo della CGIL e ne sono uscita alle prime avvisaglie di feroce, quanto spietato, antisemitismo che traspariva dalle parole dei miei "colleghi" di sindacato.
La discriminazione e il razzismo antiebraico (per giustificarlo lo definiscono antisionista) sono parte della loro ideologia e io non faccio differenza tra i nazisti e i comunisti, i primi hanno voluto distruggere il popolo ebraico in Europa, i secondi vorrebbero distruggere la patria degli ebrei , Israele.. Il risultato non cambia e l'odio nemmeno.

A Gerusalemme ho assistito a un incontro tra esponenti della CGIL, FIOM, Morgantini e la comunità ebraica italiana della Capitale e sono rimasta colpita dalla quantità di falsità di cui è pieno e strapieno il loro bagaglio culturale e il livore che provano.

Al posto di Clara Sereni, alla presentazione che l'ha tanto offesa io avrei risposto davanti al pubblico e a testa alta "Si mi chiamo Clara Sereni e, oltre a essere scrittrice, sono molto orgogliosa di essere ebrea".

Avrebbe fatto tutt'altro effetto, ne conviene Clara? Avrebbe dato al pubblico una lezione di dignità, e avrebbe dato agli "ebrei di corte" una lezione di orgoglio della propria identità e infine avrebbe fatto vergognare, forse, il presentatore della Tavola Rotonda.

Certo, non tutti possono mangiare a colazione coraggio e orgoglio di sé, ma anni fa Bruno Carmi, sindacalista della GCIL come la Sereni, vedendo le reazioni disumane e così accanitamente antiisraeliane della CGIL, durante la seconda intifada, con grande fierezza e lealtà, scrisse una bellissima lettera di accuse a Cofferati, dicendo di non poter più collaborare, in quanto ebreo, con un'organizzazizione dichiaratamente antisemita e antiisraeliana e dando le dimissioni dal sindacato.

Vergognandosi di quell' "ebrea", la scrittrice ha solo dato ragione alla discriminazione dei kompagni e al loro razzismo, ma che se ne sia accorta è già un passetto avanti:
benvenuta nel club, Clara Sereni, spero che questa esperienza le serva per capire meglio il suo Popolo e la Terra che potrebbe diventare il suo rifugio e la sua Patria, non si sa mai quello che riserba il futuro....

Deborah Fait

  

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