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Deborah Fait | | UN RAPITO CON LE IDEE MOLTO CONFUSE | La superattivista filopalestinese europarlamentare onorevole Luisa Morgantini lo chiama affettuosamente Alex ed èaccanto a lui, con un'espressione di dolce soddisfazione e malcelato orgoglio, mentre "l'eroe per caso" tiene la sua conferenza stampa davanti alle telecamere di tutto il mondo. Il suo Alex, dopo essersi leggermente ripreso dalla paura tanto da riuscire a spiccicare le sue prime idozie, balbetta con un filo di voce: Si, ho avuto paura ma è colpa degli israeliani. L'occupazione israeliana è un crimine. Ha detto proprio così Alex, oscuro pacifinto italiota ieri, eroe della causa palestinese oggi e sicuramente la sua avventura avrà suscitato l'invidia di quell'altra porastella, quel Vittorio Arrigoni, bello palestrato e tatuato che, fermato in tempo dalla sicurezza israeliana, ha subito la vergogna e l'umiliazione dell'espulsione da Israele in quanto elemento violento e pericoloso.
Vuoi mettere l'avventura eroica di Alex! Lo hanno fatto scendere dal convoglio della suddetta parlamentare che andava a portare aiuti e solidarietà ai terroristi di Gaza e loro non hanno voluto deluderlo e lo hanno accolto come si conviene.
Hanno fermato il convoglio, lo hanno trascinato fuori, pare preso a caso, forse volevano rapire la Morgantini ma data la sua somiglianza con Arafat hanno preferito lasciarla stare per rispetto al defunto.
Si sono accontentati di quello con la faccia più innocua e se lo sono portato via. Naturalmente, siccome i terroristi arabi sono buoni e generosi, gli hanno offerto del te. Alle due Simone, in Iraq, avevano offerto anche i dolcetti e il Corano, vabbP quelle erano più importanti. Alla Sgrena poi avevano dato anche la frutta, un cesto intero, ma lei era un personaggione, le spettava un trattamento di favore.
Al povero Alex è rimasta una misera tazza di te perché si sa che i soldi che i palestinesi ricevono a vagonate,, servono per comprare armi e bombe e propaganda, quindi agli sconosciuti, anche se ammiratori, una tazza di acqua calda e via. Si accontentino e siano soddisfatti di essere vivi. Naturalmente è stato trattato benissimo, dice il coretto: lui, la sua mentore e gli altri sconosciuti facenti parte del convoglio ...umanitario.
Avete mai sentito un rapito sopravvissuto dire di essere stato trattato male? Nooo, tutti benissimo, con rispetto e gentilezza. Non si sa allora perché hanno sempre quella faccia terrorizzata, non si sa perché piangono o, nel caso di Alex non si capisce il motivo di quegli occhi spaventati, con le occhiaie fino al mento e la camminata faticosa e impacciata come se avesse avuto i pantaloni un po' umidi.
nella foto: Alessandro Bernardini e Luisa Morgantini - parlamentare europeo di rifondazione comunista www.tg5.mediaset.it/esteri/articoli/2006/01/articolo902.shtml
Insomma, tutto si è risolto al meglio, i terroristi ooops scusate i militanti rapitori hanno ricevuto il riscatto, Alex ha avuto il suo inaspettato quarto d'ora di celebrità e la superattivista filopalestinese europarlamentare onorevole Morgantini, ha avuto la soddisfazione di dimostrare ai suoi denigratori che i palestinesi sono buoni e generosi, incattiviti leggermente dal perfido Israele che li occupa.
Fini ha ringraziato Abu Mazen per non aver fatto niente perché quando è arrivata la polizia palestinese i rapitori erano già fuggiti. E siamo tutti contenti! http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/01_Gennaio/01/gaza.shtml
L'occupazione israeliana è un crimine,ha dichiarato dunque il nostro Alex.
OppaOppaOppa! Di quale occupazione parla?
Non lo sa che, da agosto, là a Gaza non esiste nemmeno un mazzetto di basilico israeliano perché i suoi "poveri" palestinesi hanno bruciato e distrutto tutto? Dove vede l'occupazione, Bernardini? Non c'e' nessun israeliano nella striscia di Gaza, non se ne è accorto? Chi gli ha detto di fare quelle dichiarazioni di cui l'Italia, quella intelligente, sta ridendo a crepapelle?
La situazione nei territori è arrivata al punto di non ritorno e, come sempre, in tutta la loro breve storia, i palestinesi hanno perso l'ennesima occasione offerta loro su un piatto d'argento da Israele, con il ritiro unilaterale dal Gush Katif: creare le basi per un loro stato.
Non hanno sempre sbandierato di volere la Palestina? Ma dove la vogliono allora? Mi sorge un dubbio, non sarà che la vogliono a Gerusalemme, Tel Aviv, Haifa? Non sarà che, come si è visto all'ONU giorni fa, vogliono la Palestina al posto di Israele? Va bene, ammettiamo che sia così, è così , ma allora perché bruciare quello che già hanno ricevuto? Se hanno il sogno di gettare a mare gli israeliani, come gli aveva sempre insegnato Arafat, perché non sistemare intanto quello che è già in loro possesso? I soldi non gli mancano.
Mi sorge un altro dubbio. Non sarà che gli puzza lavorare e che, non essendo stupidi ma fannulloni, preferiscono farsi mantenere dalla comunità internazionale?
I territori palestinesi vivono la situazione creata nel corso di 40 anni da Arafat, una situazione di caos e violenza, di anarchia, di odio, di disordine, di ingovernabilità cui i vecchi tunisini non sanno o non vogliono porre rimedio. Una volta morto il suo demoniaco Creatore, il Male non ha più avuto argini e si è diffuso a macchia d'olio.
Sto ancora aspettando un mea culpa da chi, in Europa, ha sempre sostenuto colui che ha creato l'inferno nei territori trasformando esseri umani in belve assetate di sangue.
La popolazione palestinese, che la Morgantini descrive come pacifica e tanto ma proprio tanto buona, è al 70% per Al Kaida.
Non si contano più i rapimenti e i maltrattamenti agli stranieri; non hanno fine gli attacchi quotidiani a istituzioni palestinesi e gli omicidi sul campo; dal confine di Rafah continuano a entrare armi e terroristi; Israele viene bombardato quotidianamente; l'ultimo attentato a Natanya ha provocato le solite scene di giubilo di donne e bambini che tenendosi per mano ballavano di gioia alla notizia dei morti israeliani mentre i loro uomini distribuivano bakhalavà ai presenti urlanti.
I miliardi ricevuti e che continuano a ricevere finiscono tutti nel calderone del terrorismo e magari ci scappa anche qualche villa lussuosa, qualche Mercedes e qualche conticino in banca. Nemmeno i loro ammiratori sono più sicuri, persino l'europarlamentare superattivista filopalestinese dovrà fare attenzione d'ora in poi, non c'è più Mister Palestine a proteggerla tra un bacetto sputacchioso e l'altro.
Hamas è come una ragnatela che ricopre tutto e tutti come un tempo faceva l'OLP e , come per l'OLP, l'obiettivo è il potere assoluto e la distruzione di Israele.
Uniche differenze, l'OLP era un'organizzazione terroristica laica che ha impoverito i palestinesi, Hamas è integralista e fondamentalista, vuole introdurre la Sharia nei territori e offre servizi sociali e soldi alla popolazione per ottenere voti e sostegno.
Le altre organizzazioni minori non sono però da meno in crudeltà, spietatezza e barbarie.
Tornando al nostro Alex avrei per lui un paio di domandine: A chi era andato a portare solidarietà? A quelli che bombardano Israele? A quelli che ammazzano ebrei? A quelli che ballano per ogni vittima? A quelli che sparano razzi contro i seggi elettorali palestinesi? A quelli che rapiscono civili e giornalisti? A quelli che hanno divorato a morsi il cuore ancora pulsante di uno dei due linciati a Ramallah? o forse a quelle donne e quei bambini taaaanto buoni che li hanno ridotti in poltiglia una volta gettati dalle finestre? A quelli che tagliano la pancia di supposti "collaborazionisti" appesi, cadaveri, ai pali della luce? Ai parenti degli assassini suicidi orgogliosi dei loro figli?
Chissà se riuscirà a rispondere prima dell'imbeccata della Morgantini.
Non si porta solidarietà ai terroristi, non si portano aiuti ai terroristi né' ai loro simpatizzanti e sostenitori. Non si porta solidarietà a chi non è mai stato capace di far niente altro che la guerra.
Chi ama i palestinesi dovrebbe scatenare la propria rabbia contro chi ha protetto e adorato incondizionatamente Arafat, e Alex ne aveva una proprio accanto....
Chi ama i palestinesi dovrebbe accusare coloro che, finanziando un ladro corrotto, hanno contribuito a ridurli sul lastrico; dovrebbe incolpare coloro che, proteggendo un terrorista assassino, hanno impedito la nascita di uno stato palestinese per ridurre la popolazione all'accattonaggio internazionale e alla barbarie.
Avrei infine una domandina da rivolgere agli italiani, quelli seri e onesti che sono tanti: non siete stanchi e stufi di pagare riscatti per inutili italioti che vanno a mettersi nei pericoli in nome del loro odio per Israele?
Non sarebbe il caso di pretendere da questi italioti il rimborso del riscatto pagato dallo Stato, cioé da voi?
PENSATECI SU.
Deborah Fait |
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