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Deborah Fait

BUON COMPLEANNO ISRAELE
Ieri, mentre gli israeliani piangevano nei cimiteri militari e li riempivano di fiori  e sassolini, una giornalista è andata nelle scuole elementari per raccogliere le testimonianze dei bambini.
E' stato entusiasmante vedere che tutti, anche i più piccoli, sapevano cosa significasse la Giornata del Ricordo dei soldati morti nelle guerre di Israele. Entusiasmante perché significa che non è vero che i giovani e i giovanissimi siano indifferenti e ignoranti, forse questo è un fenomeno riscontrabile in Paesi  dove la vita è comoda e tranquilla. In Israele è diverso, giovani e i bambini israeliani devono sapere, non hanno scampo. Quello che sanno fa parte della loro vita quotidiana, purtroppo.
 
Un bimbetto sdentato con un gran sorriso ha esclamato  "i nostri soldati sono morti perche' noi restiamo vivi". La giornalista gli ha sussurrato "grazie" e ha chiuso il servizio lasciandoci con la pelle d'oca.
Sul Monte Herzl di Gerusalemme, dopo aver suonato il Silenzio a significare che era finita la Giornata del Ricordo, l'alzabandiera ha dato inizio ai festeggiamenti per il 58° anno dall'Indipendenza di Israele.
Asciugarsi le lacrime e ricominciare a vivere, in questo si riassume la storia del popolo ebraico.
Sul piazzale davanti al Mausoleo di Theodor Herzl, il padre del sionismo, la festa di compleanno di Israele ha avuto momenti di grande commozione, di grande allegria e di momenti seri come è stato il  bel discorso di Shimon Peres che ha invitato i palestinesi a seppellire le armi e a parlare di Pace, ha chiesto  all'islam di smettere di odiare e ha detto in modo chiaro e preciso a Ahmadinejad che continua a minacciare Israele tra l'indifferenza del mondo:
 
" Si ricordi l'Iran che Israele è ECCEZIONALMENTE forte e che saprà difendersi". 
 
Peres ha concluso il suo discorso con l'invito a tutti noi di non smettere di sognare la pace.
Si, noi sogniamo  la pace, la sogniamo sempre, peccato che i nostri nemici sognino solo guerra e morte, la nostra!
Dodici bracieri sono stati accesi da dodici israeliani in onore delle dodici tribù di Israele e grandi applausi hanno spesso interrotto le parole di Sarah Hatan, una vecchia ebrea arrivata in Israele mezzo secolo fa dal Kazikistan attraverso il Kurdistan, che orgogliosa ha detto di avere 14 figli e 58 nipoti. Alla fine della sua breve e intensa storia, tra grandi sorrisi e gli occhi lucenti di commozione  ha esclamato "le tif'eret Medinat Israel - per lo splendore di Israele"  e si è messa a mandare baci al cielo. Il pubblico era in visibilio, lo sventolio delle bandierine che ognuno aveva in mano sembrava un mare ondeggiante.
Grandi applausi anche a Jamila Khir, detta nonna Jamila, una drusa molto nota in Israele per i suoi prodotti a base di olio di oliva e orgogliosa che i suoi  figli abbiano servito nell'esercito, come tutti i drusi di Israele.
A Tel Aviv, mentre a Gerusalemme c'era l'alzabandiera, si è illuminata la facciata del palazzo del  Municipio con un'enorme Maghen David azzurra e 540.774 lampadine bianco azzurre. Balli e canti in Piazza  Rabin e in ogni angolo di ogni città del Paese.
 
I festeggiamenti di Yom HaAzmaut sono sempre semplici e molto sentiti. 
 
Nessuna parata se non la sfilata delle bandiere accompagnate dal battere delle mani del pubblico al suono di una marcetta suonata a polka.  Nessuna banda militare, i nostri soldati cantano canzoni bellissime in cui si sente sempre la parola pace.  Pochi  e brevi  i discorsi. Molta allegria, sorrisi, e tanta, tanta commozione e amore per questo Paese.
Oggi, dopo aver ballato per le strade per tutta la notte, si va ai pic nic sulle spiagge, nei prati, nei boschi di Israele, in mezzo a uno sventolio di bandiere che ricopre il Paese di bianco e azzurro.
 
Per lo splendore di Israele, per la sua gente, il suo coraggio, la sua allegria, la sua speranza, per  il verde dei suoi prati e l'azzurro del suo cielo.   Auguri Israele! Buon Compleanno!
 
Deborah Fait

  

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