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Deborah Fait

RINUNCIARE AI NOSTRI SOGNI PER CHI CI VUOLE MORTI?
E' passato anche il Jerusalem Day, la Festa di Gerusalemme tornata ad essere la Capitale di Israele nel 1967 con la vittoria schiacciante sugli  eserciti arabi e la liberazione della Citta' dall'occupazione giordana.
"Il Monte del Tempio e' nelle nostre mani" fu l'annuncio che che fece gridare di gioia ogni israeliano.
Oggi, a 39 anni di distanza, sul Monte del Tempio gli ebrei non possono più salire senza rischiare la vita. I palestinesi non permettono agli ebrei di andare a pregare nel loro luogo più sacro che è anche territorio israeliano.
La legge della violenza e dell'odio vince sempre, gli ebrei sono scimmie, i cristiani sono maiali e chi scrive questo nei media e libri di scuola, chi predica questo nelle moschee fa parte della forza diabolica che muove il mondo.
 
Queste limitazioni degli ebrei nella loro stessa Capitale  non hanno però impedito che decine di migliaia di israeliani anche quest'anno attraversassero Gerusalemme vestita di bianco azzurro come una giovane Dea, con tremila anni di storia ebraica nel cuore trafitto da mille spade.
Nel frattempo Ehud Olmert è ritornato in Israele dopo una visita trionfale in USA dove ha fatto agli americani un discorso che passerà alla storia.
Eliot Engel, membro del Congresso USA, emozionato, ha dichiarato : "E' sicuramente il miglior discorso che io abbia mai sentito" .
 
Grande successo dunque, un successo che ci rende tutti orgogliosi perché questo piccolo Paese, questi 20.000 chilometri di meravigliosa Terra, cosi' amata da quasi tutti gli israeliani ed ebrei e così odiata da quasi tutto il resto del mondo, è una grande Nazione, una Nazione dove gli ideali, non le ideologie, si fondono con la democrazia, la modernità e la ricerca scientifica all'avanguardia, dove la generosità nei confronti del nemico si fonde con l'obbligo vitale della difesa ad oltranza, dove i diritti umani vengono rispettati nonostante la necessità di sopravvivenza come stato ebraico, il solo paese che gli ebrei hanno e che agli ebrei, unico popolo al mondo, viene contestato, delegittimato e negato.
 
Si, Ehud Olmert ha avuto il coraggio di dire "rinunceremo ai nostri sogni per far posto ai sogni degli altri" ma lui sa che i sogni degli altri chiedono la distruzione totale dei nostri e sa che mentre, al Congresso americano, parlava di concessioni, di ritiri unilaterali e di generosità, la sua controparte, Mahmuod Abbas, il calmo, il buono, quello che gli occidentali tanto apprezzano, durante un'intervista televisiva annunciava al mondo arabo che i terroristi, quelli che ammazzano bambini ebrei, sono gli eroi dei palestinesi. Questo buon uomo che non ha mai condannato il terrorismo in quanto immorale ma solo perché reca danno all'immagine dei palestinesi, non si smentisce dunque, e continua la tradizione di disumanità che caratterizza i palestinesi.
 
Olmert e Abbas, due leader,  due mondi opposti, la luce e il buio, il primo che parla di vita e di sogni da realizzare per tutti, il secondo che parla sempre e soltanto di morte e violenza e poi se ne va in letargo fino alla prossima.
Paradossalmente non è il bellissimo e lirico discorso di Olmert che tiene banco sui media italiani, non è nemmeno l'abbraccio simbolico dell'Amministrazione e meno ancora gli interminabili e ripetuti applausi del Congresso:  America e Israele insieme, il grande e il piccolo diavolo, danno fastidio agli amici degli arabi quindi ne parlano il meno possibile e quando lo fanno distorgono la verità.
Tiene banco invece la dichiarazione di Hamas, una delle ultime in ordine di tempo, un altro po' di fumo negli occhi dei nanetti europei:  "Se Israele tornerà ai confini del 67, avrà in cambio un lunga tregua".
 
Wuahhhhhh, applausi, wuahhhhh, che bravi, wuahhhhh!
 
Signori, frenate, hanno detto tregua, non pace, cercate di interpretare il linguaggio degli arabi, tregua che può arrivare fino a 10 anni secondo gli insegnamenti del Profeta e che può essere interrotta, a loro piacere e con qualsiasi scusa, anche dopo un mese, un giorno, un anno.
Il limite è 10 anni durante i quali il mondo inonderà i palestinesi di miliardi che verranno usati per armarsi e poi colpire Israele  ìche, se dovesse ritirarsi dietro i confini del 1967, non avrebbe più territorio e, dal confine al mare, in alcuni punti, correrebbero meno di 20 km.
 
Mentre in America un grande Israele parlava di progetti eroici, giganteschi e dolorosi, nella meschina  Europa, l'Inghilterra parla ancora di boicottaggio.
Boicottaggio a hamas, naturalmente, penserebbe una persona normale.
No! hamas non si tocca, hamas e Ahmadinejad per molti sono le uniche speranze che Israele venga distrutto. 
Il boicottaggio è per Israele!
 
Mesi fa lo aveva proposto l'Aut (Association of University Teachers), adesso lo propone la NATFHE (National Association of Teachers in Further of Higher Education), un'associazione di nani di estrema sinistra, intellettuali malefici, supportati da varie organizzazioni palestinesi che come sempre fanno il bello e il cattivo tempo in Europa.  Questi sinistri (in tutti i sensi) nani arrivano al ricatto morale: "non verranno boicottati gli ebrei e gli israeliani che condanneranno Israele".
Spaventoso no? Costringere delle persone a rinnegare il proprio paese per poter lavorare, fare ricerca, fare cultura.
 
Solo Hitler era arrivato a distruggere la cultura, oggi lo fanno i suoi seguaci rosso/neri.
Altrettanto spaventoso è quanto succede a Vienna dove è iniziato il convegno su "Razzismo, xenofobia e mass media" con l'eliminazione del tema scottante dell'antisemitismo di cui i media europei si nutrono e i media arabi si abbeverano.
 
Niente  antisemitismo, via, non esiste antisemitismo, eliminiamo la parola: gli arabi ordinano e la piccola Europa esegue.
E la conferenza si fa solo su xenofobia e islamofobia.
Tutti sappiamo quello che scrivono i media europei sugli ebrei, ultimo esempio di antisemitismo è stata la vergognosa vignetta di Liberazione ma non tutti sanno cosa dicono degli ebrei sui media arabi e allora ecco un piccolo esempio:
 

 
Ciccate su questo link e ne vedrete anche altre
http://www.adl.org/main_Arab_World/arab_media_portrayal_jews.htm   
 
Alla luce di tutto questo alla conferenza non si parlerà di antisemitismo!
Nani, senza morale, senza giustizia.
Nani, senza intelletto, schiavi!
Insomma dovunque ci giriamo là c'e' pericolo per Israele  e c'è odio per gli ebrei, il tutto condito dalla propaganda di nanerottoli snob intellettualoidi europei  e americani, ricordiamo l'incondizionato appoggio di Chomski alla Jihad, legati da folle amore alle organizzazioni palestinesi che dirigono il traffico con i soldi che il mondo manda per scopi umanitari.
Come no! 
Non sono certamente i palestinesi che pensano ai palestinesi, non sono certo gli arabi che pensano ai palestinesi, se ne fregano e i soldi li usano in armi e propaganda.
Israele fornisce tutto, infrastrutture, luce, gas acqua, tecnologia.
Israele, il Paese che loro vogliono distruggere e non si capisce come mai non siano Giordania e Egitto a rifornirli di tutto ciò. Non sono vicini?  Non sono fratelli? 
 
Dal 1948 l'unica cosa che i paesi arabi hanno saputo e voluto fare è stato di chiuderli nei campi per usarli come arma di ricatto.
Dal 1967 l'unica cosa che Arafat ha voluto e saputo fare è stato di impedirgli di uscire dai campi per incattivirli ben bene, per imbarbarirli e alla fine usarli come bombe umane.
"Rinunceremo ai nostri sogni per far posto ai sogni degli altri".
Attenzione Ehud, loro sognano la fine di Israele, non la Palestina, loro sognano la nostra morte non la loro vita.
Attenzione Ehud. Il lirismo va bene nei discorsi , nella vita di tutti i giorni, in Israele, noi vogliamo avere il diritto di salire su un autobus senza morire e tutti sappiamo che il governo di hamas non ce lo permetterà mai.
Sappiamo che hamas non farà mai la pace, sappiamo che hamas vuole una cosa sola: la nostra morte.
Deborah Fait

  

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