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Deborah Fait

NON SI CHIAMAVA COLONO IL SUO NOME ERA ED E’ ELIAH
Non si chiamava "colono", ma Eliahu: veva 18 anni e si chiamava Eliahu Asheri,. Studiava, sorrideva alla vita e quando lo hanno catturato stava facendo l'autostop per tornare a casa. .
 
Aveva 18 anni e si chiamava Eliahu, Lo hanno catturato e assassinato subito , senza pieta' e d'altronde sarebbe troppo aspettarsi pieta' dai nazisti palestinesi.
Aveva 18 anni e si chiamava Eliahu, non si chiamava "colono" come, con spietatezza disgustosa, lo definiscono tutti i media italiani.
Aveva 18 anni e si chiamava Eliahu.
Quando muore un palestinese, quando muore un kamikaze, i media fanno a gara a scrivere la sua storia, si esaltano pubblicando le sue foto, quelle delle loro madri urlanti non solo il loro normale dolore ma anche il loro odio e l' orgoglio che sempre provano se il figlio morendo ha anche ammazzato degli  ebrei.
Di Eliahu nemmeno il nome sui giornali, nemmeno un accenno al suo sorriso, alla sua vita di ragazzo.
Aveva una mamma? aveva fratelli? aveva una famiglia ? Non lo scrivono i giornali italiani. Colono e basta , con questa parola si sottraggono ad ogni sentimento di pieta' perche' per gli italiani la parola "colono" e' una parolaccia , terrorista no,  infatti li chiamano attivisti, militanti, guerriglieri, persino ministri ma mai terroristi.
Aveva 18 anni e si chiamava Eliahu!
E' stato "assassinato" con un colpo in testa, lo stesso giorno del rapimento, domenica.
Ammazzato, violato il corpo e gettato nella terra e due giorni dopo un nazista palestinese ha avuto il coraggio di mostrare alle televisioni di tutto il mondo la sua carta di identita' dicendo che, se Israele avesse attaccato, Eliahu sarebbe stato ucciso.
 
Era gia' morto Eliahu, avevano gia' spento quel sorriso felice di ragazzo.
Sara' morto col terrore negli occhi cercando aiuto ma aveva davanti solo i suoi assassini  palestinesi.  
  
Sono questi coloro che il mondo dei dimmi  (termine arabo per definire i sottomessi)  ha sempre giustificato e protetto, gentaglia nazista, senza onore, senza coraggio, senza faccia se non quella della barbarie.
 
Aveva 18 anni e si chiamava Eliahu e voi che, senza vergogna, lo chiamate colono non siete migliori dei suoi assassini.
 
Intanto l'Esercito di Israele sta conducendo una vasta operazione a sud della striscia di Gaza nel tentativo di liberare   Gilad, il soldato diciannovenne  rapito a Kerem Shalom, e per fermare il diluvio di razzi qassam che ogni giorno si rovescia  sui villaggi  israeliani del Neghev e su Sderot.  Sara' ancora vivo Gilad? Un intero esercito si e' mosso per lui. Grande Israele!
 
Suo padre spera di si, sua madre non parla, tutti noi speriamo ma la speranza sta diventando una specie di scudo contro la paura, che anche lui sia stato sacrificato dalla barbarie dei suoi rapitori.
 
Israele ha arrestato 64 parlamentari palestinesi, ha distrutto la centrale elettrica di Gaza, ha avvisato i civili palestinesi di allontanarsi dalle loro case e ha mandato la sua aeronautica militare a fare un giretto di avvertimento sopra il palazzo di Assad a Damasco dove si nasconde Meshal, il capo assoluto di hamas.
Le cronache dicono che gli aerei di Israele hanno superato la barriera del suono proprio sopra le loro teste.
 
"Guardati dalla rabbia dei Giusti" scrive la Bibbia.  
 
Oggi Eliahu verra' sepolto a Gerusalemme.
Riposi in pace e che il suo sorriso di ragazzo possa illuminare le nostre vite.
Aveva un nome, un nome bellissimo, Eliahu, aveva la vita e gliel'hanno tolta perche' era ebreo.
 
Non si chiamava "colono", ma Eliahu Asheri, Si chiamava Eliahu e aveva solo 18 anni e voi
non avete il diritto di continuare a chiamare tutti gli israeliani "coloni".  
 
Deborah Fait

 

  

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