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Breve storia del chassidismo    Torna a menu cabala

 

Il chassidismo entra a far parte della storia ebraica alla fine della prima meta' del diciottesimo secolo. Il fondatore, Rabbi Israel Baal Shem Tov (1698-1760), nacque nella regione della Polonia che si trova attualmente in Ucraina.
Fu proprio in questa parte del mondo, che il Baal Shem Tov diede inizio al suo insegnamento. In breve tempo il movimento da lui fondato si estese rapidamente alle provincie confinanti, della Volinia e dell'ucraina, fino alla Galizia, per poi propagarsi al resto della Polonia e poco più tardi alla Bielorussia, alla Lituania, alla Romania e all'Ungheria.
Parte del mondo ebraico fu segnato dall'apparizione del chassidismo; fenomeno che si rafforzo' con le grandi tragedie storiche del periodo successivo. In effetti la notevole emigrazione ebraica che fra il 1881 e il 1914 trascinava verso l'ovest numerose popolazioni, porto' il chassidismo in Europa ed oltre oceano dove, dopo la distruzione dell'ebraismo europeo, affondo' le sue radici, diffondendosi poi nel moderno stato d'Israele...

...il movimento chassidico, nel suo primo periodo, probabilmente deve la sua prodigiosa diffusione a fattori sociali, culturali ed economici, molto diversi fra loro e a certe idee di base del Baal Shem tov, adatte a sedurre le masse ebraiche. Va comunque sottolineato che le medesime idee tanto affascinanti per alcuni sono state la causa dell'opposizione, talvolta molto violenta, incontrata dal chassidismo.



I falsi messia
In tali circostanze, non deve sorprendere che Sabbatai Tsvi (1626-1676), l'uomo che in Turchia si autoproclamo' messia, abbia considerato che il momento gli era favorevole e l'ora propizia per l'inizio di un movimento messianico. Shabbatai Tsvi affermava che i massacri di Chmielnitski costituivano quello che i profeti avevano annunciato come i dolori di gestazione per la nascita del messia e che lui era il salvatore atteso.
Nel clima emotivamente teso del momento e intellettualmente scosso dalle dure prove subite, in un momento in cui era necessario dare un senso alla vita, l'ondata messianica riscontro' un successo immediato. Sabbatai Tsvi fu circondato da numerosi discepoli e un fervore particolare si impossesso' di diverse comunita' ebraiche sparse nel mondo. In un primo tempo, alcuni dei maggiori rabbini dell'epoca rimasero impressionati dalla forte personalita' di Sabbatai Tsvi e dal suo effettivo carisma.
Testimoni dell'epoca lo descrissero come un personaggio magnetico. Gli stessi pero' non tardarono a capire che Sabbatai Tsvi ed il suo movimento, costituivano un gravissimo pericolo per l'intero popolo ebraico, nella misura in cui provocavano atteggiamenti millenaristici e la conseguente negligenza delle pratiche religiose che avevano costituito fino ad allora, la colonna portante dell'ebraismo attraverso i secoli, pertanto decisero di opporsi a lui ed alla sua predicazione. Si sviluppo' quindi un gran dibattito intellettuale, a seguito del quale molti non tennero conto della condanna rabbinica poiche' dopo aver aderito al pensiero di Sabbatai Tsvi, non potevano pensare di tornare indietro ed erano comunque disposti a seguire ciecamente qualsiasi sua impresa.
L'attesa di una rivelazione messianica da parte di Sabbatai Tsvi era gia' talmente radicata che quando decise di convertirsi all'islam la sua immagine non ne venne interamente offuscata. Malgrado gli sforzi delle più alte autorita' rabbiniche, il movimento riusci' a mantenersi vivo fra i numerosi discepoli di Sabbatai Tsvi, soprattutto in Polonia. Mezzo secolo più tardi, il movimento conobbe anche una brusca ripresa sotto forma della setta franchista. Il suo capo spirituale, Jacob Franck, contemporaneo del Baal Shem Tov, nato anch'esso in Polonia, si autoproclamera', come il suo predecessore, l'atteso messia e in un secondo tempo si convertira' al cristianesimo con tutti i suoi seguaci.
Questi sedicenti movimenti messianici, conosceranno, uno dopo l'altro, una fine più o meno naturale anche se inevitabilmente, ma prevedibilmente la loro scomparsa lascio' un'impronta profonda nel pensiero ebraico. I rabbini divennero sempre più diffidenti e determinati ad evitare che tali errori si potessero ripetere facendo nascere nella popolazione delle false speranze che poi conducevano alla più cocente disillusione.

E' in quest'ottica che si spiega la tragica esperienza vissuta da alcuni dei maestri dell'epoca, quali il Rabbi Moshe Haim Luzzato (1707-1746) accusato di diffondere dottrine pseudo-messianiche, oppure Rabbi Jonathan Eybchutz (1690-1764) che si vide accusato di tendenze sabbataiane, od altri rispettabilissimi rabbini dell'epoca accusati di simili colpe, si trattava in ogni caso del contraccolpo dello pseudo-messianesimo. Questa inquietudine rabbinica e l'incombente atmosfera di sospetto contribui' a mettere in discussione tutta la produzione spirituale che faceva riferimento al misticismo cabalistico, percepito nel migliore dei casi come incomodo o altrimenti nocivo se non eretico. La logica conseguenza di tale atteggiamento fu che la kabbala divenisse oggetto di evidente disprezzo e di un'esplicita proscrizione.



...il Baal Shem Tov pote' contare su un certo numero di discepoli ripartiti in diverse comunita' polacche che avevano gia' ampiamente preparato il terreno all'impressionante espansione che il movimento stesso avrebbe avuto. Ovviamente fra i discepoli della prima ora vi erano degli eruditi di primo piano. Nel frattempo il Baal Shem Tov si prese cura di mantenere il contatto con le masse ebraiche. A lui premeva di conservare il ruolo d'insegnante popolare. E' questa la ragione per cui nei sui insegnamenti il Baal Shem ricorreva spesso alla parabola o alla metafora in tutti i casi in cui questi permettevano trasmettere concetti profondi attraverso termini estremamente semplici.

Tuttavia, lo scopo evidente di questo insegnamento sembrava essere soprattutto quello di rispondere ai problemi del momento e a quelli che verranno. Il Baal Shem Tov non voleva creare un movimento rivolto solo ad un gruppo ristretto, dal sapore vagamente scismatico, e come tale chiamato a separarsi dalla corrente principale della tradizione ebraica. Al contrario, concepiva un movimento di massa, che coinvolgendo inizialmente singoli individui o piccoli gruppi si espandesse a tutte le classi del popolo ebraico. Naturalmente si scontro' con un'opposizione vivacissima.

... l'epoca era particolarmente difficile per il popolo ebraico che ha attraversato enormi prove sia spirituali che materiali, che avevano decimato e sconvolto moltissime comunita'. Era un periodo di sospetti e paure, era quindi normale che un nuovo movimento, che si ispirava alla Kabalah, venisse catalogato come sabbataiano.

Inoltre, certe affermazioni del Baal Shem Tov, come quella che tendeva a cancellare la differenza fra l'uomo sapiente e quello comune, o quella in cui enfatizzava il ruolo dell'umanita' e della sensibilita' rispetto alle qualita' intellettuali, appannaggio esclusivo di una minoranza, erano viste come fortemente radicali. L'opposizione riteneva che queste idee fossero una minaccia per la struttura della comunita' ed indirettamente per l'autorita' Rabbinica dell'epoca.

Infine taluni trovavano in questi insegnamenti, degli aspetti panteistici, ritenendo erroneamente che una delle frasi celebri del Baal shem tov: dio e' tutto e tutto e' dio limitasse la divinita' alla sua stessa creazione, tutto cio' diede luogo ad una critica generale del movimento.

Il Baal shem tov ed il suo movimento vennero direttamente attaccati. La prima accusa risale al 1755 e si concretizzo' due anni più tardi con una scomunica pronunciata a Wilno, con l'accordo dei rabbini delle alte scuole di studi di Sloutsk e di Chklov. Cio' nonostante l'opposizione si scateno' dopo la morte del Baal Shem Tov, nel 1760, quando i suoi discepoli, e in particolare il suo successore, Rabbi Dov Ber di Mezeritch, si impegno' a diffondere gli insegnamenti del chassidismo su larga scala avvalendosi anche di opere scritte. Nel 1772, anno della morte del Rabbi Dov Ber, la scomunica dei Chassidim venne reiterata a Wilno senza comunque raggiungere la violenza con cui nel 1781 venne pronunciata una ulteriore scomunica a Zelva durante di una convocazione rabbinica.

...si richiese sanzioni ancora più severe contro quello che venne definito un gruppo settario. Gli Chassidim vennero bollati come eretici, il loro vino e la loro carne vennero proibiti e ritenute non conformi alle regole alimentari, vennero inoltre proibiti i matrimoni con i membri del loro movimento. Nonostante le pesanti contromisure adottate non si riusci' comunque ne' ad arrestare ne' a rallentare l'espansione del movimento Chassidico.

...la storia del chassidismo, anche se qui brevemente riassunta, non e' solamente quella di una lunga resistenza ad una opposizione tenace e certa dei propri diritti. E' anche la storia di un meticoloso lavoro di gruppo dei discepoli che si strinsero attorno al Baal shem tov in un primo tempo e poi al suo successore, il Rabbi Dov Ber di Mezeritch.
In un primo periodo, sotto la direzione del Baal shem tov e poi di Rabbi Dov Ber di Mezeritch, il chassidismo resto' un movimento unitario in cui ogni discepolo apportava la ricchezza della propria personalita' all'opera comune.

Ci furono comunque anche dei discepoli che affermavano di non essere degni neanche di allacciare le scarpe ai loro maestri ed altri invece che avevano una cultura ed un'erudizione tale da essere riconosciute dall'intero mondo Rabbinico dell'epoca. Cio' dimostra che a quel tempo confluivano nel mondo chassidico sia persone spinte dall'entusiasmo e dal sentimento che dalla ragione e ognuno vi trovava il suo spazio, il suo compito, la sua dimensione.


Ogni Chassidim dunque ando' a fondare la propria scuola. La funzione di guida spirituale divenne quasi ereditaria e si crearono delle vere e proprie dinastie; nondimeno l'idea originaria venne mantenuta. La figura della guida spirituale, il Rabbi, era necessaria sia per mostrare le intenzioni di D-o che per indicare il cammino e la via da seguire per elevarsi gradualmente verso di lui. Ognuno di questi Rabbi si stabili' in una citta' il cui nome rimarra' collegato al gruppo di seguaci che vi si formo'.

Cosi' troveremo degli Chassidim di Satmar, di Gour, di Vichnitz, di Belz o di Loubavitch, che, pur lontani dalle loro terre d'origine e privati dagli avvenimenti storici di tutto quello che avevano, hanno saputo continuare a vivere come prima, come se vivessero in un mondo di solo spirito, irraggiungibile da qualsiasi fatto contingente.

Col passare del tempo si attenuo' l'aspetto scandalistico della novita' inerente il chassidismo. Gli oppositori cominciarono a comprendere che i loro sospetti erano senza fondamento e che la loro ostilita' era ingiustificata. In tempi relativamente brevi stava arrivando il momento della rappacificazione.

Dal 1808 cominciarono le prime iniziative comuni, intraprese concordemente dai dirigenti degli Chassidim con quelli dei mitnagdim, come per esempio un'edizione del Talmud approvata a Kopoust da entrambi, approvazione che sarebbe stata impensabile solamente dieci anni prima. Finalmente si era giunti alla riconciliazione. Gli Chassidim erano di nuovo accettati come membri a pieno titolo e parte integrante della comunita' ebraica, e il loro movimento come un elemento indissociabile dell'ebraismo tradizionale.

Ben presto il chassidismo assunse il ruolo di rappresentante dell'ebraismo religioso e tradizionale. E' pur vero che i tempi cambiano e che dalla fine del xviii secolo e soprattutto durante il XIX secolo gli Chassidim si trovarono a sostenere i violenti attacchi dell'haskalah, la corrente illuminista ebraica, che nel suo desiderio di apertura al mondo, di riconoscimento sociale, di crescita culturale e di degiudaizzazione non esito' a ricorrere all'aiuto dello Zar per costringere gli ebrei ad uniformarsi alle loro idee. Il chassidismo intraprese una nuova battaglia e paradossalmente divenne il difensore della tradizione!

La storia del movimento chassidico e la sua posizione nel mondo ebraico cambiarono radicalmente nello spazio di poche generazioni. Da una posizione di supposta eresia passo' a gestire la tradizione sino ad assumere il ruolo di difensore della tradizione stessa, divenendo un fenomeno unico nella storia ebraica.

 

 

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