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Lettere aperte e ricordi di gente comune

 

Del Maskil (Morè) Roberto Di Veroli

 

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Feste
Storia di Chanuka
Accadde ad un re di nome Antioco che, nel ventitreesimo anno del suo regno, il deucetrotredicesimo del secondo Tempio, iniziò ad essere agitato da uno spirito maligno che lo spingeva a fare guerra verso Israele. Così fece una riunione con tutti i suoi ministri e consiglieri, e disse: “Voi non sapete o non avete mai ascoltato qualcosa su questo popolo che sta a Gerusalemme? I loro statuti sono diversi da quelli di tutti gli altri popoli, e non rispettano le regole del re. Inoltre, si inorgogliscono dicendo che loro sono i prediletti da D-o rispetto a tutti gli altri, e, giorno dopo giorno, aspettano che le altre nazioni cadano, in quanto dicono (Isaia 60, 2): “Poiché le tenebre ricopriranno la terra e la nube avvolgerà le nazioni, mentre te sarai illuminato dal Signore e la Sua gloria apparirà su di te”. Per cui non è bene lasciare in vita questa nazione così malvagia. Ora, assaliamoli e facciamo la guerra con loro fino a che non ne rimanga neanche uno al mondo. Per prima cosa, decretiamo che non possono più rispettare tre mizvot: shabat, capo mese, e circoncisione”. La cosa piacque agli occhi dei suoi ministri, e fecero esattamente come aveva detto il re. Così, il re mandò il suo generale Niknor, con un esercito imponente, a fare guerra nella Giudea. Mattatiau figlio di Iochannan il gran sacerdote, aveva una figlia bellissima, la cui bellezza sovrastava quella di tutte le altre ragazze al mondo, e che era fidanzata con un membro della famiglia dei Chasmonaim. Venne uno di questi greci che apparteneva all’esercito, la prese per i capelli, e, steso un sefer Torà sotto di loro, la violentò sotto gli occhi del fidanzato. Inoltre, per oltraggiare ulteriormente gli ebrei, eresse un altare in mezzo al Bet-amikdash e sacrificò un maiale, spargendo lì il suo sangue. Quando Iochannan il gran sacerdote vide quello che era successo, fu preso dallo zelo per il Signore, indossò il mantello della vendetta e decise di uccidere quel malvagio. Per questo si fece uno spadino, lo mise sotto la tunica ed uscì per le strade della città, fino a che non arrivò alle porte del palazzo reale. Si avvicinò alle guardi e disse: “Io sono Iochannan figlio di Mattatià, e vengo per parlare con il vostro signore”. Lo lasciarono entrare, e quando vennero da Niknor gli dissero: “Iochannan il gran sacerdote ti vuole parlare”, e lui rispose “lasciatelo avvicinare”. Niknor iniziò a parlare e disse: “Perché trasgredisci gli ordini del re e non vuoi la pace nel regno? Sappi, che con il mio esercito ho una grande potenza, e se voglio ti posso fare tutto il male del mondo, senza che nessun D-o in cui voi avete fiducia vi venga a salvare. Ed ora, se vorrò, ucciderò te e tutto il tuo popolo, e vi brucerò in un istante come la paglia”. Gli rispose Iochannan: “Sono venuto da te, sto presso di te, e mi rimetto ai tuoi comandi, senza deviare né a sinistra, né a destra”; e Niknor: “Come faccio a sapere se non mi inganni? Con questo ti metterò alla prova: prendi un maiale e sacrificalo sull’altare, con tutto il sangue e il grasso. Quando lo avrai eseguito ti metterò gli abiti regali, ti farò salire sul mio carro, e ti metterò la corona in testa”. Iochannan rispose: “Farò tutto quello che mi hai ordinato, solamente ho paura che i miei fratelli ebrei mi uccideranno quando mi vedranno sacrificare un maiale. Questo è un abominio ai loro occhi. Perciò, ora fai uscire un attimo tutti gli uomini che sono intorno a te, in modo che non possano ascoltare quello che sto per dirti e lo riferiscano agli ebrei”. Queste parole piacquero agli occhi di Niknor, che fece uscire tutte le persone che erano in quella stanza, eccetto loro due. Mentre loro uscivano, Iochannan pregò al Signore dicendo: “D-o, Signore di Israele, Tu sei l’unico D-o e a Te appartengono il cielo e la terra. Porgi il tuo orecchio e ascolta le parole di Antiocos, e del suo generale che ha mandato per insultare le schiere del D-o vivente re del mondo. Ora, Signore Iddio, salvami dalla sua mano, senza farmi andare ad inchinare alla casa di Dagon suo D-o, per fargli dire che tutto questo è stato merito della sua forza e che è stato il suo D-o a mettermi nelle sue mani. Ora, dammi la forza ed il coraggio, anche solo questa volta, di compiere la vendetta dei figli di Israele”. Quando Iochannan ebbe finito di pregare, si avvicinò a lui e gli conficcò la spada nel cuore. Dal dolore cadde con la faccia completamente rivolta al suolo. Allora uscì fuori, suonò lo shofar, e preparò una guerra con il suo esercito, uccidendo settecento settantaduemila uomini, escludendo quelli che si erano uccisi a vicenda. Antiocos venne a sapere che il suo generale Niknor era stato ucciso, e, preso da un grande tristezza per la sua scomparsa, mandò a chiamare tutti i suoi ministri e servi, e così disse di fronte a loro: “Come faccio a non vendicarmi di un popolo simile, che hanno avuto la sfrontatezza di uccidere il mio generale e che hanno sfigurato il mio esercito!? Non rimaniamo in silenzio, e facciamo loro la guerra eliminando shabat, capo mese e circoncisione, e poi vedremo chi è il D-o che li salverà dalle mie mani!”. A quel punto mandò in sostituzione Bagris, il suo vice, con molti uomini ed un grande esercito. Venne a Gerusalemme, mise i suoi idoli dentro il Bet-amikdash, e decretò a nome del re: “Ogni uomo che trasgredirà l’ordine del re, ed osserverà shabat, capo mese e circoncisione, verrà messo a morte”. In quei giorni, furono molti gli uomini che sacrificarono se stessi per l’onore di D-o benedetto, e non annullarono il patto dei loro padri. Così, riguardo allo shabat dissero: “il re ci ha ordinato di non rispettare lo shabat, mentre il Signore del mondo ha detto: sei giorni lavorerai e il settimo ti riposerai. Noi eseguiremo quello che ci ha comandato il Signore del mondo, poi, se vivremo, bene, altrimenti vorrà dire che moriremo”. Allora radunarono le loro mogli e i loro figli, e si nascosero in una grotta per evitare di trasgredire il precetto. Il re lo venne a sapere, e mandò dei soldati all’entrata della grotta, i quali dissero: “Perché non volete rispettare l’ordine del re? Avete la possibilità di fare la sua volontà, ed avrete salva la vita”. Quelle persone risposero tutte insieme: “Tutto quello che il Signore ci ha comandato, faremo e ascolteremo. Sul monte Sinai ci ha comandato di lavorare per sei giorni e di riposarci il settimo. Per noi è meglio morire qui, piuttosto che profanare il giorno del sabato”. I soldati videro che non avevano intenzione di ascoltare quello che aveva detto il re, allora presero dei legni, e diedero fuoco all’entrata della grotta. In quell’occasione morirono, tra uomini e donne, mille persone. Quando Iochannan figlio di Mattatiau e i suoi quattro fratelli seppero cosa era accaduto, indossarono le loro armi e, fiduciosi nel Signore, combatterono i loro nemici fino a vincerli. Quella sconfitta fu talmente grande, che di loro non rimasero solo che Bagris, che scappò dal re, e qualche superstite ferito gravemente. Bagris parlò con Antiocos e gli disse: “Tu mi hai mandato ad annullare shabat, capo mese e circoncisione, ma non è stata una decisione saggia: nessun popolo è in grado di fronteggiare i cinque figli di Mattatiau il gran sacerdote, perché sono forti come leoni ed agili come aquile. Adesso, mio signore, se ascolti il mio consiglio, non combattere contro di loro con poche persone, poiché altrimenti saremo umiliati agli occhi di tutte le altre nazioni e di tutti i re. Se il re è d’accordo, mandi un messaggio ad ogni regno, e a tutti i ministri di ogni popolo, senza che manchi neanche uno. Con molte migliaia di persone riusciremo a sconfiggerli”. E così fece il re. Vennero uomini da tutte le parti ed erano numerosi come la sabbia del mare. Bagris vide quanto era grande il suo esercito, e decise di muovere guerra di nuovo contro Gerusalemme. Al suo arrivo, cominciò con l’insultare le schiere celesti, poi fece una breccia nelle mura, ed entrò nella città. Iniziò a distruggere il Tempio, e disse a se stesso: “Questa volta non potranno fare niente contro di me, perché il mio esercito è imponente!”. Bagris gridò rivolto agli ebrei: “Voi siete degli stupidi! Venite a combattere contro un esercito così grande. Se voi siete così sicuri del vostro D-o, che venga e mandi il diluvio contro di noi, ma ha giurato che il diluvio non verrà più. Inoltre, se verrà l’angelo Gavriel a bruciarci come aveva fatto con Sancheriv, noi abbiamo unto il nostro corpo con il sangue di maiale che è un animale impuro, quindi un angelo non ci toccherà mai. Se è così, in cosa avete fiducia lottando contro di noi?”. Gli ebrei alzarono gli occhi al cielo e dissero: “Non a noi, Signore, noi a noi, ma al tuo nome dai onore: adesso diranno che al loro D-o manca un modo per ucciderli!”; allora D-o rispose loro: “i miei pensieri sono più grandi dei vostri, ed il Signore non abbandonerà il suo popolo”. In quell’ora gli occhi degli ebrei erano rivolti verso oriente, in caso venissero in loro aiuto i persiani. Ma Mattatiau il gran sacerdote si arrabbiò contro i Chashmonaim e disse loro: “non è forse scritto: maledetto l’uomo che ha fiducia nell’uomo e benedetto colui che ha fiducia nel Signore? Se è così, perché rivolgete lo sguardo agli uomini?”. Uno di loro gli rispose: “Hai detto bene! Abbiamo fiducia solamente nel signore, e non nell’uomo. Usciamo, io con i miei sette figli, e te con tre dei tuoi, in modo da essere dodici come le tribù di Israele. Sono sicuro che il Signore farà dei grandi miracoli!”. E così fecero. Accettarono di fare digiuni, si fecero dei vestiti di sacco e di polvere, e chiesero alla misericordia divina di proteggere Israele. Finito di pregare, alzarono le ginocchia piegate, e combatterono contro i loro nemici, infliggendo loro una grande sconfitta. In quell’ora il Signore radunò i ministri celesti delle rispettive settanta nazioni, bucò le loro orecchie con un oggetto di fuoco, e disse loro: “ognuno di voi dovrà uccidere il suo compagno, fino a che non rimanga nessuno di voi. La vostra vita contro la sua”. Dopo aver ascoltato ciò, i ministri delle nazioni scesero in campo, e quando i greci scagliavano le frecce, le rivoltavano contro loro stessi infilzandole nel cuore, come è scritto (Teillim 37, 15): “la loro spada penetrerà nel loro cuore, e i loro archi si spezzeranno”. I Chashmonaim videro i miracoli e dissero che il signore stava combattendo per loro. Per ogni re che veniva ucciso, arrivavano gli angeli e spargevano le loro ricchezze nelle case degli ebrei. Così fu fatta vendetta, alcuni vennero arsi vivi, altri infilzati con la spada, ed altri impiccati su un albero. Infine, il malvagio Bagris fu arso vivo con il fuoco. Il re Antiocos saputo che era stato ucciso Bagris, e che tutti i capi dell’esercito avevano fatto la stessa fine, lasciò il potere e si rifugiò verso il mare, e chiunque lo incontrava, gli gridava dietro: “scappa, scappa!”. Dopo aver terminato la guerra, e, constatato che non era rimasto più nessuno, i Chashmonaim entrarono nel Bet-amikdash, ricostruirono le porte, chiusero le brecce, e purificarono il luogo da tutti i cadaveri e dalle varie cose impure che c’erano. Inoltre, cercarono dell’olio puro per accendere la Menorà, ma trovarono solo un’ampolla d’olio che era stata timbrata con il sigillo del gran sacerdote. Questa ampolla era sufficiente per accendere la Menorà per una sola notte, ma il Signore, che aveva fatto risiedere il Suo nome in quel luogo, mandò la Sua benedizione, ed ogni notte in cui venivano a controllare, trovarono la Menorà sempre colma d’olio, e questo miracolo durò per otto giorni. A causa di questo miracolo, e a causa della salvezza dalle mani del nemico, tutti gli ebrei accettarono su di loro, e su tutte le generazioni successive, di festeggiare questi otto giorni di Chanukà ogni anno, con gioia e ringraziamento, e il suo ricordo non terminerà mai.

 

  

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