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ARCHIVI Divulgati anche gli atti su Hitler: già nel 1937 il suo medico personale diagnosticò il rischio che si trasformasse in un «pazzo pericoloso

La Cia: così usammo i criminali nazisti per la guerra fredda Svelati i dossier americani sugli accordi segreti con le SS per la resa tedesca nel Nord Italia

ARCHIVI Divulgati anche gli atti su Hitler: già nel 1937 il suo medico personale diagnosticò il rischio che si trasformasse in un «pazzo pericoloso» La Cia: così usammo i criminali nazisti per la guerra fredda Svelati i dossier americani sugli accordi segreti con le SS per la resa tedesca nel Nord Italia WASHINGTON - Il medico personale di Hitler sapeva che il Fuehrer era pazzo sino dall' aprile ' 37 e temeva che diventasse «il peggiore criminale che il mondo abbia mai visto». Lo affermano documenti segreti della Cia resi pubblici ieri. I documenti, diecimila pagine esaminate nell' ultimo anno e mezzo dal Gruppo di lavoro sui leader nazisti e i giapponesi nel secondo conflitto mondiale, svelano anche che lo spionaggio americano, come quelli alleati e quello sovietico, protesse e assoldò numerosi criminali di guerra. Tra i nomi più noti, quello di Kurt Waldheim, che come ufficiale austriaco collaborò con i tedeschi nella ex Jugoslavia, e che divenne poi il segretario dell' Onu e il presidente dell' Austria: sarebbe stato un informatore dell' Urss. Negli anni Novanta, gli Usa vietarono l' ingresso a Waldheim nel loro territorio, dopo che fu accusato di atrocità in periodo bellico. I CRIMINALI. La pubblicazione dei documenti, trasferiti dalla Cia, il servizio segreto, agli Archivi nazionali di Washington, ha destato enorme scalpore. Le diecimila pagine, dedicate ai venti principali criminali di guerra, Hitler, Josef Mengele, che guidò gli orrendi esperimenti medici di Auschwitz, il capo della Gestapo Heinrich Mueller, Adolf Eichmann, l' architetto dello sterminio degli ebrei, Klaus Barbie, il boia di Lione, e quindici altri, sollevano angosciosi interrogativi sulla condotta delle potenze vincitrici dopo il conflitto. Hitler si suicidò prima della sconfitta, Mengele, Eichmann e Barbie furono scoperti dopo molti anni in America latina - gli ultimi due furono sottoposti a clamorosi processi a Israele e in Francia - ma di Mueller e gli altri si perdettero ufficialmente le tracce. Il motivo, ha spiegato Eli Rosenbaum, il direttore del ministero della Giustizia americano, un esperto della caccia ai criminali nazisti, è che l' Urss e l' Occidente se ne servirono per combattere la Guerra fredda. «Questi criminali - ha detto - furono i veri vincitori del conflitto, perché non pagarono mai i loro delitti. Furono impiegati dai servizi segreti invece di essere processati e giustiziati». Secondo Rosenbaum, cinque finirono al servizio dello spionaggio tedesco occidentale, guidato dal generale Gehlen, spionaggio di cui la Cia assunse il controllo nel ' 49; e altrettanti finirono al servizio dell' Urss. Anche gli inglesi e i francesi ne avrebbero avuto uno ciascuno. HITLER. Uno dei dossier più importanti riguarda il medico di Hitler, Ferdinand Sauerbruch, un noto chirurgo, che si confidò due volte con un amico, certo Hans Bie, nel ' 37. Le sue confidenze furono rivelate da Bie a un agente Usa, Ron Carroll, solo nel dicembre ' 44, pochi mesi prima della fine del conflitto. Nel gennaio del ' 37, stando a Bie, il medico dichiarò che Hitler «era al limite tra la genialità e la pazzia», aggiungendo: «Lo esamino da molti anni e penso che nel prossimo futuro saprò se nel Fuehrer prevarrà la pazzia. In questo caso, temo che diventerà il peggiore criminale della storia dell' umanità». Ma non precisò se soffrisse di schizofrenia o altre turbe mentali. L' aprile successivo, Sauerbruch concluse che Hitler era diventato matto: «Un sintomo è il licenziamento dei membri moderati del suo gabinetto» disse al suo confidente. Il dossier non riferisce perché Bie aspettò sette anni per informare il servizio segreto americano, con cui sembra che fosse in contatto da tempo. Ma il medico confermò più tardi la sua diagnosi segreta: in pubblico, non lasciò mai trapelare nulla. A una conferenza stampa, ieri agli Archivi nazionali, Rosenbaum ha precisato che l' esame dei tre milioni di documenti segreti della Seconda guerra mondiale è finito, ma che sarà approfondito nei prossimi mesi. Il direttore del ministero della Giustizia americano ha messo sotto accusa sia la Cia sia il suo antesignano, i Servizi speciali, che operarono fino al ' 47, quindi per tutta la durata del conflitto. Le accuse non sono nuove, ma è la prima volta che vengono documentate in maniera irrefutabile. L' ITALIA. Rosenbaum ha rivolto critiche pesanti anche ad Allen Dulles, l' agente dei Servizi speciali Usa a Zurigo, che negoziò nascostamente la resa tedesca nell' Italia nel Nord. A suo parere, Allen Dulles, il fratello del futuro segretario di Stato Foster Dulles, protesse alcuni criminali di guerra nazisti con cui era stato in contatto, tra cui qualcuno che aveva operato anche in Italia. In particolare sono stati svelati i diari di Guido Zimmer, ufficiale delle SS che prese parte ai rastrellamenti di ebrei a Genova e a Milano. Zimmer partecipò alle trattative in Svizzera con Dulles e il suo racconto smentisce gran parte dei rapporti ufficiali sugli accordi paralleli tra spie statunitensi e ufficiali nazisti. Ennio Caretto I documenti Ieri la Cia ha cominciato a declassificare centinai di migliaia di atti che riguardano gerarchi nazisti e ufficiali dell' armata imperiale giapponesi, spesso accusati di crimini di guerra o di partecipazione al genocidio ebreo, che vennero utilizzati nello spionaggio contro l' Urss o nell' addestramento delle forze speciali. La lista nera Ci sono dossier sui rapporti con Heinrich Mueller e Adolf Eichmann, uno dei responsabili della «soluzione finale» contro gli ebrei. Atti pure su Josef Mengele e Klaus Barbie. Resa in Italia Tra i documenti anche i diari di Guido Zimmer, un ufficiale delle SS che partecipò ai rastrellamenti di ebrei in Italia e condusse parte delle trattative di resa. Il racconto di Zimmer sui contatti in Svizzera con Dulles, capo dell' intelligence americana, dalla fine del ' 44 smentisce la versione ufficiale fornita all' epoca da Dulles. Operazione Sunrise Alle trattative - chiamate dagli americani «operazione Sunrise» - presero parte il capo delle SS Wolff e l' industriale italiano Luigi Parrilli. Zimmer, protagonista di confische ai danni degli ebrei a Milano e di rastrellamenti a Genova, non venne arrestato: come segretario di Parrilli chiese la cittadinanza italiana e collaborò dopo il ' 45 con i servizi occidentali.

 

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